28 Ottobre 2020

L´appalto 2015-2019

01-09-2017 19:31 - documenti a tema

Per semplificare la comprensione del complesso argomento in questo blocco sono raccolti soltanto i documenti strettamente inerenti all’assegnazione dell’appalto del Servizio Raccolta Rifiuti di Anzio per il quinquennio 2015-2019.




Il materiale inizia con il Regolamento della raccolta differenziata del 2013 che fece da traccia per la trasformazione del servizio da “stradale” a “porta a porta” proprio nel settembre di quell’anno.


L’adozione del sistema porta a porta, che è definito anche “raccolta differenziata spinta” perché riesce ad ottenere percentuali di differenziati superiori a quello stradale grazie alla riconoscibilità dell’utente, fu considerato il modo più adeguato per accelerare il cammino verso il traguardo imposto dall´Unione Europea del 65% di rifiuti differenziati, traguardo che in effetti coi soli cassonetti stradali appariva difficile da raggiungere.


Nell’intento di scongiurare le sanzioni previste dalla UE verso i Paesi meno virtuosi lo Stato finanziò un piano di incentivi ai Comuni. In quel quadro la Provincia di Roma erogò ad Anzio un contributo di 2 milioni di euro per l’avvio del nuovo sistema.


Dopo una sperimentazione di qualche mese su 1700 utenze di Anzio Colonia il sistema fu esteso, appunto nel settembre 2013, all’intera città con l’eccezione di Anzio centro (eccezione mai chiaramente spiegata fino in fondo).

Poiché in quel periodo era appena scaduto il contratto con la ditta che gestiva la raccolta stradale dal 2009, si decise di prorogarne la validità in attesa di emettere un nuovo bando espressamente per il porta a porta; il cambiamento di sistema avvenne quindi in costanza di operatore e con costi decisamente alti (circa 800mila euro al mese) perché stabiliti sulla base di clausole diverse.




Il primo passo verso il nuovo appalto fu la stesura di un Capitolato (gennaio 2014) in cui furono fissati gli obblighi che le ditte interessate a svolgere il servizio avrebbero dovuto rispettare accettandoli come clausole contrattuali.




Si procedette quindi ad emanare l’avviso di gara (maggio 2014) in cui si proponeva un contratto di cinque anni con un compenso intorno ai 32 milioni complessivi per un “Servizio di igiene urbana e servizi accessori per la raccolta differenziata”. (Ma di lì a poco fu emesso un documento correttivo che portava l´importo a 35 milioni)

Diviso per i cinque anni di durata del contratto tale importo ammontava dunque a 7 milioni l´anno formati dalle seguenti voci :

spese per il personale (106 unità) 4.400.000
ammortamento dei 74 mezzi di lavoro (0.17% del loro valore pari a 3,6 milioni) 400.000
carburante600.000
assicurazioni150.000
manutenzione mezzi e ricambi150.000
costo uffici e spogliatoio personale150.000
gestione dei 2 centri ingombranti150.000
totale costi6.000.000
spese aziendali (pari al 6% del totale) 360.000
utile dell´azienda (10% del totale fin qui)640.000
TOTALE GENERALE A CARICO DEL COMUNE (annuo)7.000.000
(nella tabella i valori sono arrotondati per semplificare l´esposizione, vedi qui il quadro economico ufficiale)







Andavano ora nominati i 3 membri della Commissione incaricata di valutare le offerte delle ditte gareggianti. Il Dirigente dell’Ufficio Ambiente designò se stesso (cosa lecita anzi opportuna in quanto responsabile del settore Ambiente) ed il dr.Droghini (funzionario comunale esperto di contrattualistica); chiese poi all’Area tecnica del comune di indicare il terzo nome ma ricevette un no grazie motivato dalla assenza di figura idonea a coprire tale ruolo. Si rivolse allora alla Provincia chiedendole di indicare un suo funzionario e così la Commissione si completò con il dr.Piemontese.

Alla scadenza del bando (giugno 2014) c’erano sul tavolo le offerte di 4 ditte: due società specializzate nel settore, la Camassambiente SpA di Bari e la cooperativa C.N.S. di Bologna, e due ATI (Associazioni Temporanee di Impresa, cioè ditte che si alleano per far fronte agli impegni di un contratto d’appalto), la Aciam SpA/Tekneko Srl di Avezzano e la EcoCar/Gesam di Pomezia e Roma.


A novembre 2014 la commissione aggiudicatrice, basandosi prevalentemente sul criterio del prezzo più basso, scelse la EcoCar/Gesam che aveva offerto un ribasso intorno ai 38.200.000 euro, seguita dalla Camassambiente a 38.800.000 (importi comprensivi di iva) equivalenti a 638mila contro 647mila euro al mese.
Votarono a favore Dell´Accio e Droghini, il membro provinciale si astenne.





Inizia a questo punto una sequenza vorticosa di eventi.
Per capirli meglio teniamo presente che fin dal 2009 la raccolta dei rifiuti (differenziata ma non porta a porta) era operata da una associazione di ditte formata da Camassambiente e Gesam (sì, tanto per complicare le cose sono le stesse che ora hanno partecipato come avversarie al nuovo bando).

  • il 4 dicembre 2014 alla Ecocar/Gesam viene riconosciuta “provvisoriamente” la vittoria. Provvisoriamente perché a questo punto andava esibita la certificazione che non si è coinvolti con la criminalità organizzata (la legge prescrive infatti che per partecipare a un bando basta un’autodichiarazione ma che in caso di vittoria la cosa deve essere certificata ufficialmente).
  • Il 23.12.2014 il Comune chiede tale certificazione alla Prefettura di Roma che si rimpalla con quella di Caserta la responsabilità di non avere aggiornato i dati richiesti;
  • Il 19.2.2015 il Dirigente, visto che son passati 30 giorni senza avere avuto risposta dalle Prefetture, “ritiene opportuno aggiudicare definitivamente” l’appalto alla EcoCar-Gesam.
  • Sei giorni dopo (25.2.2015) arriva la risposta del Prefetto: in realtà esiste un provvedimento datato giugno 2014 contro la Gesam, una delle due ditte dell’Associazione vincitrice del bando.
  • La Gesam assicura che la pendenza è ormai chiusa; il Comune le chiede allora di portare un certificato che attesti quanto dice (è il 9.3.2015).
  • L’11.3.2015 la ditta presenta un certificato svizzero che la dichiara senza pendenze ma qualcuno nota che esso valeva fino al 2012, cioè a ben 2 anni prima dei fatti contestati. Il documento non è quindi ritenuto utile.
  • 17.3.2015: il Comune blocca l´assegnazione dell´appalto in attesa di chiarimenti. l’appalto alla EcoCar/Gesam viene revocato e il fatto viene illustrato alla stampa. La seconda classificata (Camassambiente) fa ricorso sostenendo di avere diritto a subentrare.
  • Iniziano i 35 giorni di “fermo procedurale” previsti dalla legge in tali casi per dar modo alla ditta sospetta di fare le proprie contromosse, cosa che Gesam-Ecocar fa presentando un controricorso.
  • 25.3.2015: l’appalto viene intanto aggiudicato (se pure in forma provvisoria) alla Camassambiente ma bisognerà attendere l´esaurimento dei 35 giorni per confermarlo;
  • maggio 2015: scade il termine ed è scaduto anche il vecchio contratto: per assicurare il proseguimento del sevizio il Comune chiede alla vecchia ditta (cioè Camassa+Gesam) di continuare la raccolta con delle costose proroghe mensili da 800mila euro al mese come da contratto precedente;
  • giugno 2015: l´Ufficio Ambiente si ricorda che la Camassa ha anche partecipato al nuovo bando con una offerta che comporta un prezzo più basso, circa 650.000 euro mensili. Decide quindi di autoridurre la fatturazione alla Camassa decurtandole 150.000 euro al mese. La Camassa reagisce sostenendo di non poter sostenere i costi con tale somma che aveva senso solo all´interno di un contratto quinquennale e riduce personale e mezzi. Iniziano i disservizi alla cittadinanza.
  • L´assessore all´Ambiente Placidi manifesta apertamente il proprio rammarico per la mancata assegnazione alla Gesam/Ecocar a suo giudizio “offerente un servizio visibilmente migliore e con maggior numero di persone impiegate”. Emergono a più riprese dissapori fra l´Assessore e il Dirigente Dell´Accio.
  • 30 Luglio 2015, l´assessore presenta in Consiglio comunale il consuntivo del 2014 e il bilancio preventivo 2015 del servizio nettezza urbana che fanno da base per il calcolo della tassa sui rifiuti. Accompagna il bilancio una relazione del Dirigente che però non può essere interpellato dai consiglieri perché risulta in ferie da giorni. Il bilancio, nonostante sia diffuso in aula in diverse varianti, viene accettato dal Presidente Borrelli fra le proteste dell´opposizione e comunque approvato.
  • Agosto 2015, situazione rifiuti insostenibile con accumuli diffusi ovunque. Le scarse bonifiche, ormai non più di routine settimanale come previsto ma effettuate solo dietro intervento personale dell´Assessore, non riescono a sanare la situazione.
  • Ottobre 2015 - il Dirigente fissa la firma del nuovo contratto al gennaio successivo (2016) confidando che per quella data i contenziosi saranno stati chiariti; si pensa pure ad un contratto a termine per gestire i mesi che mancano a quella data che viene stipulato ora con la sola Camassa obbligandola però ad accettare il prezzo ridotto.

Fine



Seguono i documenti relativi alle varie fasi sopra descritte.

Esistono inoltre 22 lettere di richieste di chiarimenti che le ditte hanno rivolto al Comune mentre preparavano l´offerta per il bando. Porre tali quesiti è prassi normale e anche opportuna, ma alcune di queste lettere sono interessanti perché i dubbi che espongono assumono un certo valore alla luce dei problemi sorti di lì a pochi mesi nell´esercizio del servizio, in particolare sono da leggere le lettere n.10, 17 e 21. (le lettere sono consultabili QUI). In blocco a parte esaminiamo alcuni dei contenuti.

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