Torre Astura - Conclusi i lavori sul Ponte Acquedotto di epoca romana.

28-10-2026 06:07 - notizie locali

L'area archeologica di Torre Astura si trova all’interno della struttura militare del cosiddetto "Poligono" di Nettuno e ai militari è affidata in custodia da quando nel 1984 lo Stato italiano l'ha acquisita dalla famiglia Borghese, ultima di una lunga serie di proprietari che nei secoli si sono succeduti nel possesso del luogo.
L'area è oggetto di attenzione da parte del Ministero della Cultura che, tramite la soprintendenza competente per territorio, ne sta curando messa in sicurezza, consolidamento e fruizione. In questa fase si sono conclusi i lavori di salvaguardia e stabilizzazione delle arcate del Ponte Acquedotto di epoca romana.

Dei dettagli di questo intervento hanno dato conto, martedi 27 ottobre, le tre principali figure professionali coinvolte nel progetto: Lisa Lambusier, soprintendente ai beni archeologici artistici e paesaggistici, e Raffaella Strati e M.Teresa Moroni nei rispettivi ruoli di responsabilità di progetto e della sua direzione scientifica.
Lo hanno fatto parlando al microfono montato fra le dune proprio davanti alla quindicina di archi dell'antico ponte che sono state recuperate prima che il mare ne terminasse la distruzione già iniziata da tempo. Il cantiere, fra l'altro difficoltoso proprio perché parzialmente operante in acqua, ha rispettato le linee guida più moderne del restauro archeologico secondo cui si deve mirare a ridare forza alle strutture col minimo impatto visivo e soprattutto facendo in modo che le eventuali aggiunte di materiale siano sempre ben distinguibili dal resto come purtoppo era in voga fare parecchi decenni addietro: una modalità che nel tentativo di restituire una visione "realistica" di come fosse l'opera in origine finiva con falsarne per sempre la lettura e lo studio.
L'operazione di restauro è stata eseguita con l'apporto di fondi provenienti per oltre tre quarti dalle risorse PNRR.

Alla soddisfazione per il risultato conseguito rimane però, in chi segue le vicende di Torre Astura, l'ansia per le sorti del Castelletto che dà nome all'intera area. Al suo interno si stanno infatti verificando cedimenti che vanno arginati con assoluta urgenza. L'ansia deriva dall'incertezza sui fondi che il governo ha dichiarato di voler destinare ma che ancora non ha formalmente assegnato per rendere operativo l'intervento. Colpa sicuramente della complessità nel redigere una legge finanziaria che deve tener conto di diversissime esigenze e priorità, ma anche, e noi temiamo soprattutto, colpa della particolare posizione giuridica del luogo, proprietà dello stato ma affidata al demanio militare coll'intreccio di procedure burocratiche che tale condizione comporta.

Una mano a tamponare il problema stanno cercando di darla i sostenitori del comitato "Salviamo Torre Astura" che proprio in queste settimane stanno intensificando la propaganda perché i cittadini diano il proprio voto a Torre Astura nella campagna "Luoghi del cuore" promossa dal FAI, Fondo per l'Ambiente Italiano. L'iniziativa prevede a cadenza biennale una sorta di gara di adesioni per individuare luoghi da salvaguardare. Col sostegno di Intesa San Paolo la campagna può arrivare ad assegnare fino a 30.000 euro per un progetto finalizzato a salvare un determinato bene. Approfittiamo per associarsi all'invito a firmare, c'è tempo fino al 15 dicembre e si può votare anche per più luoghi, quindi sostenere contemporaneamente tutti i beni (una decina) proposti per Anzio e Nettuno.
Le vogliamo tutti bene ma la Torre ha bisogno di aiuto. Prima che di lei non resti che un ricordo.