18 Ottobre 2021
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Compie 100 anni e si fa il punto sul Paradiso di Anzio.
Resoconto della conferenza del 24.9.2021

25-09-2021 17:48 - notizie

Il Kursaal Polli, dal nome del suo proprietario Giuseppe Polli, poi ribattezzato Paradiso sul Mare come ormai è comunemente conosciuto, ha avuto una vita a dir poco tormentata fino a giungere oggi ad essere uno spazio inutilizzato ed in stato di conservazione assai carente, ma sicuramente uno spazio interessantissimo per la città di Anzio.

La conferenza “Il sogno del Paradiso sul Mare 100 anni dopo” tenutasi venerdì 24 settembre nella sala consiliare del comune, ha avuto proprio lo scopo di fare il punto sullo stato di questo storico edificio situato alla fine della Riviera Zanardelli, una struttura nata esattamente cento anni fa nel pieno dello sviluppo turistico e residenziale della Anzio di inizio Novecento. A giudicare dagli interventi l’obiettivo pare senz’altro raggiunto, se poi consideriamo la larga partecipazione di pubblico c’è da sentirsi confortati nel rilevare come sia viva e diffusa l’attenzione per questo bel palazzo.


La conferenza si è aperta con il saluto “istituzionale” dell’assessore Laura Nolfi che si è augurata la sollecita destinazione del Paradiso a “Palazzo della Cultura”. E’ la prima volta che sentiamo dichiarare così esplicitamente l’orientamento dell’Amministrazione comunale su questo argomento e la cosa fa senz’altro piacere. Nolfi ha anche precisato che una parte dell’edificio riprenderà ad essere utilizzata per l’attività didattica (fino alla chiusura del 2015 per inagibilità vi erano infatti ospitate alcune classi dell’Istituto per la Ristorazione), mentre ha detto di vedere positivamente l’allocazione di una struttura museale nei locali piano strada lato mare, cioè in quel “Salone Pompeiano” poi divenuto noto come ex “Momus” dal nome della sala da ballo che vi fu ospitata negli anni ’70.

Ha quindi preso la parola Luigi Lancetti Sportello che ha inquadrato la nascita del Paradiso nel contesto degli eventi che lo hanno coinvolto, dalla formazione di Giuseppe Polli come imprenditore tessile, al maturare del suo desiderio di farne luogo di turismo, gioco e moda, al naufragio delle sue aspirazioni (e investimenti) quando il governo Mussolini, dopo avergli promesso l’approvazione del progetto, finì con l’ignorarlo, distolto com’era dallo scandalo politico dell’omicidio del deputato d’opposizione Giacomo Matteotti.

E’ seguita la panoramica dal punto di vista architettonico fatta da Cesare Puccillo che ha messo in risalto i richiami stilistici ad altri edifici consimili, in special modo col Pantheon di Roma. Puccillo si è soffermato anche sui significati simbolici che nel Paradiso abbondano, a partire dalla rappresentazione delle quattro età della vicenda umana, l’età dell’oro, dell’argento, del bronzo e del ferro, espressa mediante le diverse soluzioni architettoniche usate per i quattro livelli dell’edificio. O come nella facciata a mare che è creata in modo da minimizzare le formazione di ombre in omaggio al culto massonico del Sole. Sorprendenti poi i dettagli interni come quello del sostegno installato nel soffitto di uno dei saloni predisposto per appendervi via via la “macchina della festa” di turno, una struttura che sarebbe servita a personalizzare l’ambiente a seconda dell’evento che vi si doveva celebrare.

Si è passati poi all’illustrazione di una tesi di laurea che nel 2019 ha avuto come titolo proprio Il Paradiso sul Mare di Anzio. Eugenia Vari, dopo aver rapidamente sintetizzato il proprio lavoro di analisi della geologia del luogo in cui sarebbe sorto il palazzo e ripercorso le fasi che l’arch. Cesare Bazzani attraversò prima di giungere a concepire il progetto definitivo, si è concentrata su quello che è stato l’oggetto reale della sua tesi: il Salone Pompeiano, già citato, e le Grotte, ovvero le cavità nella collina di “macco” a cui l’edificio si addossa come una cascata che scende a mare, mare che, vale ricordarlo, al tempo della costruzione lambiva la struttura.

Particolarmente suggestiva la parte della tesi che, avvalendosi della consultazione comparata dei manuali di ingegneria e architettura del tempo, cerca di addentrarsi nei processi mentali seguiti da Bazzani per concepire l’opera. La giovane Vari ha concluso facendo un richiamo alla necessità di recuperare il Palazzo in quanto necessario a creare un polo attrattivo in quel punto della Riviera Zanardelli per contrastarne l’attuale suo scivolamento a un ruolo periferico rispetto al centro di Anzio. Un modo di attuarlo lo vede nella realizzazione in esso di un museo legato al mare.

La parola è andata quindi a Claudio Tondi che ha portato la testimonianza dell’associazione Cittainsieme che da tempo offre stimoli e occasioni di conoscenza sulla città in generale e sul Paradiso in particolare. Come la proposta di realizzare in un ambiente dell’edificio un “Museo del Liberty”, riprendendo l’idea presentata nel 2017 dal comitato “Rinasce il Paradiso” al concorso I Luoghi del Cuore del FAI e che ha visto proprio Cittainsieme, approfittando dei pochi spiragli di serenità offerti dal difficile 2020 della pandemia, mobilitare cittadini e artisti nella kermesse “Il Liberty ad Anzio e Nettuno”. Il testo completo del suo intervento è pubblicato qui sotto.

Infine Flavio Vasòli, architetto e consigliere comunale, ha detto di considerare ormai maturo il momento di porre mano all’edificio e ciò grazie all’azione del sindaco che ha saputo sensibilizzare le istituzioni. In particolare quando nel 2019 la Città Metropolitana di Roma (cioè la Provincia di una volta) si è convinta ad ordinare uno studio sulla vulnerabilità sismica del Palazzo ciò è parso il passo decisivo per un coinvolgimento attivo dei vari enti preposti. Vasoli confida che la relazione pervenga entro il corrente anno per avviare così la fase di progettazione con i relativi bandi pubblici. Sarà a quel punto indispensabile che il Comune abbia stilato delle chiare e inderogabili linee guida in modo da incanalare i progetti all’obiettivo desiderato, cioè la realizzazione di uno spazio destinato a pubblici eventi.




Intervento del Presidente di Cittainsieme Claudio Tondi alla conferenza del 24.9.2021


L’edificio storico “Paradiso sul Mare” di proprietà del Comune di Anzio non mostra, ad un esame sommario, condizioni strutturali troppo compromesse tranne che per i due scaloni esterni lato mare che sono invece vistosamente deteriorati e a rischio di cedimento. Esso è però complessivamente e progressivamente salito nel livello di degrado soprattutto per alcuni danneggiamenti e per il generale abbandono verificatisi negli ultimi anni nonostante il suo impiego come sede didattica dell’Istituto per la Ristorazione.

Per combattere tali condizioni l’edificio è stato oggetto nel 2016 della campagna di recupero "I Luoghi del Cuore" bandita dal Fondo per l'Ambiente Italiano (il FAI), campagna condotta in sede locale da alcuni cittadini organizzatisi nel comitato "Rinasce il Paradiso sul Mare" in cui io svolsi il ruolo di portavoce.
La prima fase della campagna consisteva in una raccolta di firme a sostegno del luogo prescelto con l'obiettivo di raccoglierne almeno 1500 per accedere alla possibilità di presentare un progetto di valorizzazione.
Con tale definizione il FAI chiariva quindi che la sua campagna mirava non tanto a “restaurare” un bene (obiettivo evidentemente fuori della portata finanziaria di una campagna che poteva contare per tutta Italia solo sui 250.000 euro messi in campo da Banca Intesa) ma piuttosto a favorire l’innesco di processi virtuosi di recupero, cosa realizzabile anche con iniziative limitate, se esse sono ben concepite.
A novembre 2016 il Comitato consegnava al Fai il plico con le firme raccolte nei 4 mesi precedenti: ben 5.075 sostenitori, tra cittadini e villeggianti, che collocavano il Paradiso al 64° posto su 34.000 fra tutti i luoghi d'Italia ma addirittura 8° fra i luoghi del solo Lazio. Inoltre il Paradiso risultava ben 5° in tutta Italia se guardiamo alla sola categoria Palazzi/Dimore.

A giugno 2017 veniva quindi presentato un progetto di valorizzazione consistente nell'allestimento, in uno degli ambienti del palazzo, di un "Museo del Liberty" particolarmente coerente quindi con la storia del palazzo stesso e suscettibile di stimolare la partecipazione popolare in una città in cui memorie, oggetti e testimonianze di quel periodo sono particolarmente presenti, come la recente rassegna promossa da Cittainsieme ha confermato.

Al progetto aderivano, in veste di partner tecnici, sei istituti superiori di Nettuno ed Anzio (lo Scientifico Innocenzo XII, il Tecnico Trafelli, l’Artistico Picasso, il Tecnico Emanuela Loi, il professionale Colonna-Gatti, il classico Chris Cappell) i quali sottoscrivevano la “volontà di partecipare a segmenti realizzativi specialistici” che il progetto aveva intanto individuato: percorso di visita, effetti di illuminazione, effetti sonori, ricerche su arte cronache e costumi dell’epoca, ideazione del catalogo, audioguida, sito web, ecc.
Giungeva inoltre l'appoggio di commercianti ed associazioni del territorio che davano disponibilità a contribuire in varie modalità.
Da parte sua il Comune di Anzio deliberava un supporto finanziario di 20.000 euro, vale a dire il 41% dei 49.200 complessivi previsti per la realizzazione. La parte restante sarebbe stata coperta dai fondi messi in palio da Banca Intesa sponsor della campagna. Fu insomma una ottima prova della sinergia di cui questa città può essere capace.
Il progetto però non ebbe seguito in quanto non rientrò nelle graduatorie di ammissibilità stilate dal FAI.


Attualmente l'edificio è chiuso in attesa di una decisione di destinazione da parte del Comune, decisione condizionata in gran parte dai costi necessari per il suo restauro ma anche dal conflitto che da sempre esiste in città sul suo utilizzo.

L’Associazione CITTAINSIEME esprime a tal proposito un forte auspicio che esso diventi luogo in cui dare ampio spazio agli eventi della cultura con particolare apertura alle proposte provenienti dal territorio. Gli esempi di città a noi vicine possono aiutarci in questo: mi riferisco al Palazzo Sforza-Cesarini di Genzano, al Palazzo Chigi di Ariccia, alla Casa delle Culture e della Musica di Velletri, e al più vicino Forte Sangallo di Nettuno.


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