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Vedere The Dog Stars? ecco due opinioni opposte sull'ultimo film di Ridley Scott.

30-08-2026 19:31 - spettacolo
LA SCHEDA DEL FILM
The Dog Stars ("Le stelle dopo la fine") - uscito nel 2026, con Jacob Elordi, Josh Brolin, Margaret Qualley. Regia Ridley Scott.

La storia è ambientata in un Colorado desolato, dove la quasi totalità dell'umanità è stata cancellata da una misteriosa e violenta pandemia globale. Il protagonista, Hig, vive all'interno di un hangar di un aeroporto abbandonato insieme al suo amato cane Jasper (il suo copilota) e a un burbero alleato di nome Bangley. A bordo di un vecchio aereo Cessna del 1965, Hig perlustra i cieli finché una misteriosa trasmissione radio riaccende in lui la speranza di trovare altri sopravvissuti, spingendolo a intraprendere un viaggio oltre i confini del suo territorio sicuro.

Casa di produzione: 20th Century Studios.

Budget: circa 100-110 milioni di dollari. I capitali principali provengono dagli Stati Uniti (20th Century Studios) ma la produzione ha usufruito anche di soldi pubblici italiani attraverso il meccanismo del Tax Credit Internazionale (che tramite il Ministero della Cultura concede, pur senza svolgere alcun ruolo sulle scelte artistiche, sulla sceneggiatura e sulla regia, sgravi fiscali alle produzioni estere che girano e spendono sul territorio nazionale). Questo meccanismo copre in automatico fino al 40% delle spese, ma solo di quelle sostenute esclusivamente sul territorio italiano, come l'affitto dei teatri di posa a Cinecittà, gli stipendi delle maestranze locali o il noleggio dei servizi in loco. La produzione ha inoltre beneficiato del supporto logistico e operativo degli enti locali, tra cui regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Abruzzi, che hanno fornito agevolazioni per le riprese negli aeroporti e nei nuclei industriali locali trasformati nel Colorado post-apocalittico.

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OPINIONE 1 (di Alessandra Cesselon)

Ridley, questa volta non ci siamo!
Arriva al cinema nel 2026 una nuova proposta di Sir Ridley Scott. La pellicola è stata girata in Italia e ci vengono per questo alcuni sospetti: non ci sono infatti molti film che davvero non meritano di essere visti, ma The Dog Stars è una pellicola che si avvicina molto a incarnare questa premessa.
Le sue scene sono, per buona parte, irrimediabilmente piatte e senza emozione; questo fatto, in un film che dovrebbe essere d’azione, è davvero molto inquietante: i personaggi, come delle larve, presentano un’identità incerta e si muovono in un contesto poco dettagliato. Una narrazione senza storie che non smuove né anima né corpo. Le scene si direbbero girate alla rinfusa, forse con l’AI, e restano stranamente giustapposte e poco integrate tra loro; a volte sembrano addirittura senza alcun contatto l’una con l’altra. Nemmeno la storia (d’amore ?) sembra verosimile. Non ci sono premesse né spiegazioni, solo qualche battuta qua e là a contestualizzare il tutto.
D’accordo questo è lo stile del regista, ma davvero questa volta è troppo. La sinossi e i particolari della vicenda sono forniti dai media non certo dalla visione del film. E sono proprio loro, le informazioni esterne, che ci dicono che siamo in un mondo devastato dalla pandemia influenzale; intuiamo che i pochi sopravvissuti cercano di sopravvivere come possono; ci dicono anche che ci sono nuove malattie e che la medicina non c’è più. I personaggi hanno tutti un fucile poiché bande di saccheggiatori si aggirano nel pianeta. Ecco… tutto qui.

Il protagonista è l’ex meccanico Hig (Jacob Elordi) che, con l’ex marine Bangley (Josh Brolin) vive con il simpatico cane Jasper (uno dei personaggi più credibili e azzeccati del film!). Ci dicono nei dintorni di Denver, Colorado.
La loro vita si incentra nel difendere il piccolo insediamento che comprende un ex aeroporto nel quale coltivano verdure e dal quale escono poco. Hig capta uno strano messaggio radio con una voce di donna anziana, il messaggio arriva da un luogo detto Grand Junctio. Hig decide di fare un volo per raggiungerla, da solo.
Una tappa porta il giovane da un'altra coppia simile alla sua, quella formata da Pops (Guy Pearce) e sua figlia, la quasi dottoressa Cima (Margaret Qualley). I due sembrano la fotocopia di Hig e Bangley. Alla fine i tre, tallonati dal pericolo, partono al volo (letteralmente) e si ritroveranno tutti a Gran Junctio, un aeroporto dove, non si sa perché, la donna anziana è una virago e tutti gli altri sono cattivissimi e vogliono ucciderli. E loro scappano: Caino ucciderà Abele?

Ecco più o meno una cosa così. Va bene se proprio non si ha niente da fare, ma se si vuole andare per vedere le differenze con Blade Runner o Thelma e Louise... allora è un’altra storia. La delusione per questo passo falso di Ridley Scott scotta ancora di più se si guarda dietro le quinte della produzione (vedi qui sotto i dettagli) che ha usufruito del supporto di denaro pubblico italiano. Risorse pubbliche che servono ad attrarre i grandi nomi di Hollywood, ma che in questo caso si sono trasformate in un sussidio a fondo perduto per un'operazione commerciale senz'anima. Vi ho avvertito!
[A.C.]



OPINIONE 2 (di Paola Leoncini)

Ridley Scott ha una caratteristica precisa: quando realizza un film tratto da un'opera letteraria lo fa con lo scopo di invitare tacitamente lo spettatore a leggere il romanzo per capire qualcosa di più sul film nel quale di proposito non inserisce tutti gli elementi dell'opera scritta.
In merito a ciò consigliamo di tornare con la memoria a Blade Runner, tratto da "Cacciatore di Androidi" di Philip Dick, in cui l'autore del libro spiega con maggior chiarezza certi punti oscuri del film che Scott invece lascia - appunto - oscuri per suscitare curiosità e spingere lo spettatore a cercare le spiegazioni sulla carta. E una volta letto il romanzo, il film diventa un po' più comprensibile.
Tornando a The Dog Stars, scritto da Peter Heller nel 2012, possiamo tranquillamente inserirlo nel filone post-apocalittico, profetico, con un chiaro riferimento all'epidemia del COVID.

La trama è semplice: un virus ha decimato la popolazione del pianeta riducendola a piccole comunità che vivono isolate, lontane le une dalle altre per timore del contagio. Hig, con il suo cane Jasper, sul suo piccolo velivolo da turista domenicale, decide di andare ad ispezionare l'area in cui vive augurandosi di trovare qualche sopravvissuto tanto per avere la possibilità di un contatto con altri esseri umani, ma non gli dice molto bene. Non tutti i superstiti lo accoglieranno a braccia aperte.
The Dog Stars è una sorta di western malinconico, amaro, e crepuscolare, anche sull'aspetto visivo, che non dà sconti ad una realtà ben nota, fondata sul principio del non confidare troppo sul prossimo, specie in situazioni di forte pericolo come quelle di una malattia che non perdona. Tant'è che i membri delle comunità, tranne quella dei Mormoni, girano armati fino ai denti.

Girato in gran parte in Italia il film si lascia guardare godendo dei bellissimi paesaggi montani del Friuli e dell'Abruzzo, immortalati in una splendida fotografia dalle tinte non eccessivamente accese che ben si addicono ad un ritmo lento, appena accelerato nei pochi momenti di azione, perfetto per questo tipo di cinema basato più sull'atmosfera decadente di un futuro incerto, con poche promesse di redenzione e ritorno alla normalità, nonostante un finale positivo solo all'apparenza.
Come nell' Odissea di Nolan, anche in questo caso la recitazione, pur notevole, sembra non essere l'elemento primario, incastonata nella trama e nell'ambiente del film in un amalgama ben orchestrato di tutti i componenti della vicenda.
Qualcuno potrebbe storcere il naso, osservando di non riconoscere in quest'opera lo Scott che siamo abituati a vedere, ma se ripassiamo la sua filmografia scopriamo che il regista ha girato film molto diversi fra loro spaziando fra tantissimi generi che vanno dalla fantascienza alla storia, cambiando qualche volta anche stile di narrazione, la qual cosa non è del tutto negativa.
Ultima nota: il titolo. The Dog Stars sono le stelle del Cane, ovvero la Costellazione, che si vede infatti in uno degli ultimi fotogrammi, quasi a voler sottintendere la luce di una piccola speranza nell'avvenire.
Da vedere? I film di Ridley Scott meritano in ogni caso almeno una visione.
[P.L.]