Quel Paradiso non è perduto.
10-09-2026 22:17 - notizie locali
Ad Anzio c’è un quartiere che si estende dal centro città fino alla grossa tenuta della Villa Borghese che ne costituisce il confine con la vicina Nettuno. È un quartiere che possiamo definire “liberty” perché sorse sull'onda del crescente turismo d'élite di inizio Novecento che si caratterizzò proprio per le architetture improntate all'Art Nouveau, corrente artistica tipica di quel periodo. Attualmente degli originari edifici rimangono integre solo poche unità e alcune di esse con vistosi rimaneggiamenti.
Fra queste architetture spicca ancora oggi l'imponente Kursaal Polli, meglio conosciuto come Paradiso sul Mare, un monumentale palazzo realizzato nel 1924 nell'intento di farne una struttura turistica di alto livello per sfilate di moda, eventi mondani e perfino per realizzarvi una casa da gioco, anche se quest'ultimo progetto non vide mai la luce.
A causa degli insostenibili costi di mantenimento gli eredi della famiglia Polli cedettero intorno agli anni ‘60 l'edificio al comune col vincolo che vi si svolgesse attività scolastica e questo consentì di fruire, per acquisirlo, di fondi del ministero dell’Istruzione.
Il Paradiso fu quindi parzialmente attrezzato per le classi dell'allora Istituto Alberghiero installandovi un’area cucine e riservandogli uno dei saloni come ristorante per le esercitazioni pratiche di servizio ai tavoli.
I quattro piani del palazzo però consentivano parallelamente anche altri utilizzi: concerti, balli, incontri culturali ed anche riunioni del Consiglio comunale. Perfino il mondo del cinema lo utilizzò spesso come ambientazione di film.
Nel 2015 furono riscontrati deterioramenti strutturali (qualcuno parlò anche di odiosi danneggiamenti causati dagli alunni della scuola) e si ritenne opportuno sospendervi ogni attività, cosa che perdura tutt'ora. Intorno al Paradiso però non si è mai spento l’interesse: quello amorevole di chi lo ha frequentato da cittadino e quello bramoso di chi ci vede opportunità speculative milionarie.
Finalmente nel gennaio 2022 il governo stanziò una somma per il suo recupero. E per dirimere sospetti di possibili intrallazzi (il territorio di Anzio e di Nettuno era sotto sorveglianza tanto da essere a più riprese amministrato da commissari prefettizi) il Ministero assunse su di sé le responsabilità operative: progetto redatto e gestito in ambito ministeriale e direttore dei lavori scelto fra i tecnici interni al ministero.
A inizio 2024 fu affidato l'incarico di progettazione esecutiva ma solo in questa estate 2026 si è cominciato a vedere qualcosa di concreto muoversi fra le mura del Paradiso con lo sgombero, da parte del comune di Anzio, del materiale accumulatosi negli anni nella sala inferiore, quella che affaccia a livello strada sul lato mare, e che è l’ambiente vistosamente più bisognoso di intervento. Presto quindi impalcature e ponteggi chiuderanno alla vista il Paradiso sul Mare.
Questo avviene dopo anni in cui si è animata fortemente la questione, molto divisiva in città, sulla destinazione d'uso del palazzetto liberty: chi vedeva saggio farvi una casa pubblica della cultura per ospitarvi eventi e iniziative di larga fruizione, chi sognava di realizzarvi un Casinò per turismo d'alto bordo, chi lo immaginava adattissimo ad essere una accademia di alta sartoria.
Fra le idee più concrete va citata quella del comitato civico che nel 2016, proprio l'anno successivo alla chiusura dell'edificio, candidò e sostenne il Paradiso sul Mare al concorso Luoghi del Cuore bandito ogni due anni dal FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. Il concorso come si sa consiste in una campagna di raccolta firme a sostegno di un particolare sito da salvare; ai siti che conseguono le maggiori adesioni viene assegnato un finanziamento (max 30.000 euro) per realizzare un progetto di valorizzazione.
Ebbene in quel 2016, nel solo arco Giugno-Settembre, furono raccolte tra cittadini e turisti ben 5.075 firme che collocarono il Paradiso nella graduatoria utile per conseguire il finanziamento. Il comitato propose immediatamente un progetto “pilota” del costo di 60.000 euro da coprire, come da regolamento, per metà dal Fai e per il resto dal Comune di Anzio che nel frattempo aveva prontamente deliberato in tal senso.
Il progetto prevedeva l'utilizzo di solo due ambienti interni del palazzo per realizzarvi un MUSEO DEL LIBERTY, cioè uno spazio strutturato in cui custodire materiale documentario di quella corrente culturale che caratterizzò fortemente questo territorio, inclusi diversi oggetti rappresentativi del periodo provenienti dalle residenze di Anzio e che i possessori si sono sempre mostrati felici di mettere a disposizione della fruizione pubblica purché, ovviamente, in maniera protetta e sicura, come in un museo appunto. Al progetto aderirono 6 istituti scolastici superiori di Anzio e Nettuno che si impegnarono a lavorare nei vari segmenti esecutivi, ciascuno secondo la propria specializzazione.
Purtroppo il sistema di ripartizione dei finanziamenti FAI impedì che il progetto andasse a buon fine perché i fondi stanziati per la campagna si esaurirono poche posizioni prima di quella in cui si era classificato il Paradiso sul Mare, che pure era stato riconosciuto come finanziabile.
Tornando a oggi, varie indiscrezioni sul progetto ministeriale confermano che a lavori ultimati l’edificio verrà occupato in larghissima parte dalle classi dell’ Istituto per la Ristorazione “Apicio Colonna Gatti” che è il nuovo nome assunto dall’alberghiero Marco Apicio dopo aver incorporato l’istituto professionale Colonna-Gatti.
In realtà nei documenti di progetto è previsto che alcuni (esigui) spazi del Kursaal Polli restino a disposizione del Comune di Anzio. Per farvi cosa è tutto da vedere.
[Claudio Tondi] Settembre 2026
Fra queste architetture spicca ancora oggi l'imponente Kursaal Polli, meglio conosciuto come Paradiso sul Mare, un monumentale palazzo realizzato nel 1924 nell'intento di farne una struttura turistica di alto livello per sfilate di moda, eventi mondani e perfino per realizzarvi una casa da gioco, anche se quest'ultimo progetto non vide mai la luce.
A causa degli insostenibili costi di mantenimento gli eredi della famiglia Polli cedettero intorno agli anni ‘60 l'edificio al comune col vincolo che vi si svolgesse attività scolastica e questo consentì di fruire, per acquisirlo, di fondi del ministero dell’Istruzione.
Il Paradiso fu quindi parzialmente attrezzato per le classi dell'allora Istituto Alberghiero installandovi un’area cucine e riservandogli uno dei saloni come ristorante per le esercitazioni pratiche di servizio ai tavoli.
I quattro piani del palazzo però consentivano parallelamente anche altri utilizzi: concerti, balli, incontri culturali ed anche riunioni del Consiglio comunale. Perfino il mondo del cinema lo utilizzò spesso come ambientazione di film.
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Nel 2015 furono riscontrati deterioramenti strutturali (qualcuno parlò anche di odiosi danneggiamenti causati dagli alunni della scuola) e si ritenne opportuno sospendervi ogni attività, cosa che perdura tutt'ora. Intorno al Paradiso però non si è mai spento l’interesse: quello amorevole di chi lo ha frequentato da cittadino e quello bramoso di chi ci vede opportunità speculative milionarie.
Finalmente nel gennaio 2022 il governo stanziò una somma per il suo recupero. E per dirimere sospetti di possibili intrallazzi (il territorio di Anzio e di Nettuno era sotto sorveglianza tanto da essere a più riprese amministrato da commissari prefettizi) il Ministero assunse su di sé le responsabilità operative: progetto redatto e gestito in ambito ministeriale e direttore dei lavori scelto fra i tecnici interni al ministero.
A inizio 2024 fu affidato l'incarico di progettazione esecutiva ma solo in questa estate 2026 si è cominciato a vedere qualcosa di concreto muoversi fra le mura del Paradiso con lo sgombero, da parte del comune di Anzio, del materiale accumulatosi negli anni nella sala inferiore, quella che affaccia a livello strada sul lato mare, e che è l’ambiente vistosamente più bisognoso di intervento. Presto quindi impalcature e ponteggi chiuderanno alla vista il Paradiso sul Mare.
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Questo avviene dopo anni in cui si è animata fortemente la questione, molto divisiva in città, sulla destinazione d'uso del palazzetto liberty: chi vedeva saggio farvi una casa pubblica della cultura per ospitarvi eventi e iniziative di larga fruizione, chi sognava di realizzarvi un Casinò per turismo d'alto bordo, chi lo immaginava adattissimo ad essere una accademia di alta sartoria.
Fra le idee più concrete va citata quella del comitato civico che nel 2016, proprio l'anno successivo alla chiusura dell'edificio, candidò e sostenne il Paradiso sul Mare al concorso Luoghi del Cuore bandito ogni due anni dal FAI, Fondo per l’Ambiente Italiano. Il concorso come si sa consiste in una campagna di raccolta firme a sostegno di un particolare sito da salvare; ai siti che conseguono le maggiori adesioni viene assegnato un finanziamento (max 30.000 euro) per realizzare un progetto di valorizzazione.
Ebbene in quel 2016, nel solo arco Giugno-Settembre, furono raccolte tra cittadini e turisti ben 5.075 firme che collocarono il Paradiso nella graduatoria utile per conseguire il finanziamento. Il comitato propose immediatamente un progetto “pilota” del costo di 60.000 euro da coprire, come da regolamento, per metà dal Fai e per il resto dal Comune di Anzio che nel frattempo aveva prontamente deliberato in tal senso.
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Il progetto prevedeva l'utilizzo di solo due ambienti interni del palazzo per realizzarvi un MUSEO DEL LIBERTY, cioè uno spazio strutturato in cui custodire materiale documentario di quella corrente culturale che caratterizzò fortemente questo territorio, inclusi diversi oggetti rappresentativi del periodo provenienti dalle residenze di Anzio e che i possessori si sono sempre mostrati felici di mettere a disposizione della fruizione pubblica purché, ovviamente, in maniera protetta e sicura, come in un museo appunto. Al progetto aderirono 6 istituti scolastici superiori di Anzio e Nettuno che si impegnarono a lavorare nei vari segmenti esecutivi, ciascuno secondo la propria specializzazione.
Purtroppo il sistema di ripartizione dei finanziamenti FAI impedì che il progetto andasse a buon fine perché i fondi stanziati per la campagna si esaurirono poche posizioni prima di quella in cui si era classificato il Paradiso sul Mare, che pure era stato riconosciuto come finanziabile.
Tornando a oggi, varie indiscrezioni sul progetto ministeriale confermano che a lavori ultimati l’edificio verrà occupato in larghissima parte dalle classi dell’ Istituto per la Ristorazione “Apicio Colonna Gatti” che è il nuovo nome assunto dall’alberghiero Marco Apicio dopo aver incorporato l’istituto professionale Colonna-Gatti.
In realtà nei documenti di progetto è previsto che alcuni (esigui) spazi del Kursaal Polli restino a disposizione del Comune di Anzio. Per farvi cosa è tutto da vedere.
[Claudio Tondi] Settembre 2026




