Conferenza Silvestri/Bonanni su: OTTOCENTO/2, dall'Impressionismo all'Art Nouveau.
07-11-2026 08:01 -
Sotto l' aspetto storico l'Europa della seconda metà dell'Ottocento vive un periodo assai movimentato, segnato dai moti del Risorgimento e dalle guerre d'indipendenza, che hanno in comune il desiderio di alcuni stati di liberarsi dal dominio di potenze straniere. Il tentativo della Restaurazione è fallito e lo scenario politico si dirige verso l'unificazione di Paesi, come ad esempio l'Italia, divisi all'interno in tanti piccoli regni retti da governanti spesso non italiani. Il conte Camillo Benso di Cavour, con le sue abilità diplomatiche che in alcune sue mosse sfiorano l'illegale, avvia il primo tentativo di rendere il nostro Paese uno stato unico. Nonostante l'impegno e le strategie adottate, l'impresa non si rivela molto facile.
Nell'ambito culturale l'arte della seconda metà dell'Ottocento vede l'affermazione dell'Impressionismo, corrente pittorica che potrebbe essere definita un ideale séguito del movimento dei Macchiaioli toscani, con variazioni su tema e con tecniche pittoriche lievemente diverse, basate su pennellate brevi e veloci che conferiscono al quadro " impressioni" specie se lo si guarda da una certa distanza. I temi preferiti dagli impressionisti sono la natura e i ritratti di persone comuni, talvolta fermate in atteggiamenti o pose poco canoniche, suscitando, in certi casi, scandalo fra i benpensanti conservatori in mezzo ai quali figura qualche critico d'arte di spicco.
Manet, Monet, Renoir e Degas firmano tele in cui dipingono giardini verdi, fioriti e alberati, locali affollati, comuni cittadini impegnati in attività quotidiane ed eventi sportivi, il tutto immerso in un realismo velato di poesia che trapela nei colori tenui, delicati e freddi. Cézanne s' impone invece con i giocatori di carte, usando colori più accesi e tratti più definiti. Van Gogh sembra seguirlo con il suo stile personalissimo ed inconfondibile almeno nella seconda parte della sua vita. Gauguin vira sui toni ambrati per rendere meglio la luce delle Antille dove trascorre i suoi ultimi anni. Due importanti novità contrassegnano questo vivace periodo artistico: la moda di lavorare all'aperto ("en plein air"), riproducendo sulla tela la realtà che è intorno all'artista, e l'immissione nel mercato dei colori in tubetto, molto comodi da trasportare da un luogo all'altro.
Il 19° secolo è anche il secolo della fotografia, grande innovazione tecnologica, che però non interferisce negativamente con l'arte della pittura divenendo a volte perfino l'ispiratrice di alcuni artisti che riportano sulle loro tele, con i pennelli, soggetti fotografati. E si rivela anche alleata grazie a chi, con gli apparecchi fotografici, contribuisce proprio a diffondere le opere degli artisti. Nasce il foto reportage. Nella seconda metà del secolo si allestiscono le prime mostre collettive, si istituiscono le gallerie d'arte, compaiono i mediatori, si organizzano le aste e le prime forme di pubblicità di eventi e personaggi. Ad esempio oltre a riprodurre scene ambientate spesso in bordelli, prediligendo il colore rosso, Henri Toulouse Lautrec dipinge le prime locandine pubblicitarie. Verso la fine del secolo l'Impressionismo cede lentamente il passo all'Art Nouveau, o Liberty come era definita in Italia quella nuova sensibilità. Gustav Klimt, pittore austriaco, realizza i suoi quadri ispirandosi all'arte bizantina dopo aver visto i ricchi mosaici delle chiese di Ravenna, famosissimo il suo "Bacio".
Tanto altro è stato raccontato dai professori Francesco Bonanni e Antonio Silvestri nella conferenza centrata sulla storia e l'arte della seconda metà del 19° secolo, conferenza voluta e organizzata dall'Associazione "Lions Club Roma Litorale Sud" e ben condotta dalla signora Lucia Catacci. Anche in questa occasione la conferenza è stata seguita attentamente da un folto pubblico che ha riempito la biblioteca comunale di Nettuno. Ottimo segno.