SABATO 26 SETTEMBRE, alle ore 19:00, viene proiettato il film METROPOLIS, del regista austriaco Fritz Lang, nella Sala consiliare del Comune di Nettuno, Piazza Cesare Battisti. La partecipazione è libera e, naturalmente, gratuita. Il film originale è del 1927; viene proiettata la versione del 1984, restaurata, colorata con tonalità vivaci e una colonna sonora synth-pop e rock, a cura del compositore Giorgio Moroder, che include brani di artisti famosi come Freddie Mercury, Pat Benatar, Bonnie Tyler. Un celebre slogan del movimento no-global di fine secolo scorso recitava: “Un altro mondo è possibile”. L'Associazione culturale e di impegno civile CittaInsieme, attiva sul nostro territorio, lo rilancia con l'iniziativa "Altri mondi possibili", dal 19 al 27 Settembre al Forte Sangallo, che prevede una mostra collettiva d'arte, un corso di acquerello al Forte Sangallo e, appunto la proiezione del film METROPOLIS.
Prima della proiezione ci sarà un mio breve intervento, Eros Razzano, dell'Associazione culturale Cineclub "la dolce vita cineclub" ", sul film. L'iniziativa rientra nella rassegna culturale Foglie d'autunno organizzata dall'Assessore alla Cultura Roberto Imperato, che ringraziamo.
Perché l'Associazione CittaInsieme e Claudio Tondi hanno scelto proprio METROPOLIS? Perché il film, girato esattamente 100 anni fa, era ambientato proprio in questo anno, il 2026. Il regista e sceneggiatore austriaco, naturalizzato statunitense, Fritz Lang (1890/1976) l'aveva immaginato, lucidamente e con grande premonizione, un secolo fa. Nel 1927 Metropolis mostrava un futuro di grattacieli, una megalopoli del futuro, divisa in due parti: nella città di sopra vivono i ricchi che godono di tutti gli agi; in quella inferiore gli operai, sfruttati come schiavi.
Capolavoro del cinema in assoluto - e di quello di fantascienza in particolare - Metropolis va collocato nella complessità socio-culturale del periodo in cui venne realizzato. Il film costituisce una pietra miliare non tanto per la vicenda narrata, quanto per la visionarietà dal punto di vista scenografico. Lang si avvalse della collaborazione di ben tre scenografi ed è grazie alla continua riflessione sull'immagine che la città avrebbe dovuto avere che il film superò qualsiasi aspettativa. [Eros Razzano]