Epilogo a lieto fine per un piccione intrappolato in una intercapedine del Forte Sangallo a Nettuno. L'animaletto, che si era evidentemente intrufolato nelle sale dell'edificio, deve essere caduto nell'intercapedine di una parete della Sala del Camino senza poterne più uscire. Ad accorgersene le signore di Cittainsieme che proprio la mattina del 18 scorso si accingevano a installare una mostra di quadri organizzata da quella associazione: mentre appendevano ganci e catenelle hanno sentito il forte rumore delle ali del piccione che, bloccato dietro il pannello in legno, tentava disperatamente di levarsi in volo. Lo spazio angusto, circa 30 cm ma tanto alto da raggiungere quasi il soffitto, non permetteva infatti all'uccello di spiegare le ali, né offriva appigli per risalire fino all'imbocco. Qualche volenteroso tentativo di salvare l'animale, come calare nella profonda intercapedine un cestello o strisce di plastica che facessero da scaletta, non davano risultati, generando in tutti un amaro senso di frustrazione. A fine giornata tutti tornarono a casa stanchi e soddisfatti per il bel lavoro terminato ma anche con un discreto malessere al pensiero di quel prigioniero a cui non si sapeva come dare aiuto. La mattina successiva una responsabile dell'Antiquarium giunta al Sangallo per l'apertura al pubblico, apprendeva dell'accaduto e, opportunamente, chiamava i Vigili del Fuoco. Il resto è una storia in discesa: ispezionata dall'alto l'intercapedine si verificava che il piccione era ancora vivo anche se molto spaventato e stanco. Si decideva quindi di praticare un'apertura nel pannello per consentirgli di uscire "a piedi". Cosa che, sgomberata la stanza per non allarmarlo ulteriormente, avveniva. Da qui in poi non servono più le parole, lasciamo raccontare le immagini. Di certo vedere spuntare quel capolino circospettissimo e poi il primo frullare di ali impolverate e infine lo spiccare verso i lampadari è stato uno spettacolo da aprire il cuore.