La Polonia revoca l'onorificenza a Zelenski data nel 2023.

21-06-2026 07:57 -

Lo scorso maggio 2026 il presidente dell'Ucraina Zelenski ha attribuito a una unità militare il nome di "Eroi dell'UPA".
La scelta ha suscitato immediate reazioni in Polonia dove il nome UPA ricorda tragiche vicende di collaborazione coi nazisti e criminali azioni ai limiti del genocidio compiute appunto dal gruppo armato UPA contro le popolazioni polacche di confine durante la Seconda Guerra Mondiale.

Il 20/6/2026 il presidente polacco Karol Nawrocki ha revocato l'Ordine dell'Aquila Bianca al presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky considerandolo incompatibile con l’iniziativa presa da costui a favore della memoria dell’UPA.
L’Aquila Bianca è la massima onorificenza polacca ed era stata data a Zelenski nel 2023 in segno di solidarietà contro l’invasione russa dei mesi precedenti.





CENNI STORICI

Tra il 1922 e il 1941 nell’Ucraina inglobata nell’Unione Sovietica agivano movimenti nazionalisti che si ribellavano al potere di Mosca, soprattutto dopo la terribile carestia degli anni ‘30 che, per responsabilità di Stalin, aveva provocato milioni di morti proprio in Ucraina.
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale questi movimenti non esitarono a collaborare col Terzo Reich formando gruppi armati che combattevano l'Urss illudendosi che con tali azioni la Germania li avrebbe ricompensati creando uno Stato ucraino indipendente. Uno dei gruppi più consistenti fu l’UPA (Esercito insurrezionale ucraino).

In realtà il nazionalismo ucraino venne sfruttato dai tedeschi che, facendo leva sul diffuso antisemitismo e antibolscevismo degli ucraini, estrassero da queste organizzazioni molto personale da adibire allo sterminio degli ebrei e dei polacchi.
Ed infatti tra il 1943 e il 1945 l’Upa pianificò e condusse svariate incursioni contro la minoranza polacca della Volinia e della Galizia orientale. Non c’è una stima ufficiale delle vittime ma per gli esperti si trattò di atti di pulizia etnica (si stimano non meno di 100mila persone, tra cui anche bambini, uccise). Questo drammatico evento viene dal 2016 commemorato in Polonia nella Giornata Nazionale dell’11 luglio.

Insomma per molti ucraini l'UPA combattè sia contro l'occupazione sovietica che quella nazista per l'indipendenza dell'Ucraina. Mentre per la storiografia internazionale l'UPA è ritenuta responsabile di brutali pulizie etniche e massacri contro la minoranza polacca in Volinia e Galizia orientale durante la Seconda Guerra Mondiale.



BANDERA

Esponente primario dell’UPA fu Stepan Bandera, figura estremamente divisiva in Ucraina ancora oggi a distanza di decenni dalla sua morte avvenuta nel 1956. Alcuni ricordano Bandera come un partigiano ed eroe nazionale, altri considerano i suoi attuali seguaci una banda di neonazisti.
Patriota o criminale di guerra, partigiano, filonazista, eroe nazionale e sterminatore di polacchi ed ebrei, Bandera è tutto ciò allo stesso tempo.
È la figura più controversa della storia recente dell’Ucraina, taglia il paese in due: dove gli sono intitolate vie e piazze e dove il suo nome è associato a quello di Hitler. Non esiste una via di mezzo. In effetti la storia riporta che gli uomini di Bandera, in nome del nazionalismo ucraino, hanno portato avanti una pianificata pulizia etnica in Galizia e Volinia uccidendo, secondo le stime più prudenti, almeno 60mila polacchi.

Nel 2014 una gigantografia di Bandera ha accompagnato tutte le manifestazioni antirusse di piazza (Maidan) Indipendenza. La bandiera rossonera dell’Upa sventolava sulle barricate unendo gli estremisti neri del gruppo Pravy Sektor agli studenti di Leopoli ed ai militari impegnati nell’operazione di “pulizia” del Donbass dalla popolazione di lingua russa.

Leopoli è la città in cui più è celebrata la sua immagine. C’è una sua statua all’incrocio di Via Bandera con Viale Eroi dell’Upa. La sua casa natale è diventata un museo.
Ma una donna di Leopoli che partecipava alle manifestazioni di Kiev disse: “Sono una ucraina che non vuole vedere il suo paese nelle braccia della Russia, ma non posso votare per chi si rifà a un passato razzista e nazista. Non posso stare con chi dice che Bandera era un eroe. Secondo me bisognerebbe dirlo chiaramente, che bisogno c’è di tirare in ballo Bandera oggi per combattere i politici corrotti e chiedere una democrazia moderna?”

E oggi la revoca dell’onorificenza polacca sembra confermare questa visione.


[Claudio Tondi]