Nel secolo dei Lumi: arte e storia del Settecento.
07-06-2026 19:40 -
Il Settecento è stato un secolo di profonde trasformazioni politiche e sociali. Lo si ricorda come un periodo sospeso tra il tramonto dell’assolutismo monarchico — dove i re erano ancora considerati divinità in terra per grazia divina — e l’alba di un’epoca che vede la borghesia assumere una posizione più protagonistica.
Il 1700 è il secolo dell’Illuminismo, cioè del Lume della Ragione, e può essere considerato padre delle Rivoluzioni in quanto motore di ideali più umani e giusti. Questa corrente di pensiero infatti pone proprio la razionalità al primo posto. Ma mentre per i francesi essa deve avere il dominio assoluto, dai pensatori inglesi non è considerata infallibile ma va stemperata con l’esperienza, come concepirono prima John Locke e poi David Hume. Le due Rivoluzioni, Americana e Francese, sconvolsero per sempre l’assetto politico e sociale dei Paesi coinvolti, trainandoli verso una situazione decisamente più moderna.
Il XVIII° secolo è anche quello della grande Rivoluzione Industriale. Nata anche questa in Inghilterra grazie ai proventi dell’ agricoltura che negli ultimi tempi aveva dato ottimi frutti, permettendo un accumulo di capitali e quindi gli investimenti finanziari necessari per costruire le macchine da lavoro, la Rivoluzione Industriale cambiò radicalmente il modo di vivere diffondendosi a macchia d’olio negli altri Paesi d’Europa nonché oltre oceano.
Nell’arte il 1700 segna il passaggio dal Barocco al Rococò e rispolvera, specie nell’architettura, evidenti tracce di classico che si riscontrano in capolavori edilizi quali la Basilica di Superga e la Casina di caccia di Stupinigi in Piemonte, firmate da Filippo Juvara. In Campania giganteggia la Reggia di Caserta con la quale Luigi Vanvitelli dà vita a un complesso monumentale a pianta quadrata, diviso in quattro cortili. Spesso paragonata a Versailles, la Reggia risponde in realtà allo stile geometrico e imponente dell’epoca, distinguendosi per una cura maniacale dei dettagli e per una scenografia paesaggistica senza pari.
La scultura si esprime al meglio a Napoli, per mano di Giuseppe Sammartino, nello splendido "Cristo Velato", capolavoro di cesellatura del marmo, e a Roma dove Nicola Salvi incanta il mondo con la Fontana di Trevi. Ma la Città Eterna si rifà il look anche in architettura grazie a Francesco De Santis che progetta la monumentale scalinata di Trinità dei Monti e a Alessandro Galilei e Ferdinando Fuga che ridisegnano rispettivamente le facciate di San Giovanni in Laterano e di Santa Maria Maggiore. E anche la pittura settecentesca vive di contrasti straordinari, muovendosi tra la rappresentazione della realtà più umile e le grandi vedute cittadine.
Ma Il XVIII° secolo è pure il secolo del Grand Tour, il viaggio che i giovani nobili europei compivano in Italia a compimento degli studi. L'esperienza di quei viaggi divulgò la cultura italiana e fu tra l'altro fonte ispiratrice per il movimento del Vedutismo. Da un lato artisti come Giuseppe Maria Crespi scelgono di ritrarre scene di vita quotidiana e popolare come nel celebre dipinto "La pulce", dall’altro la grande pittura sacra e decorativa trova il suo apice in Giambattista Tiepolo, autore di una luminosa "Immacolata Concezione". Kaspar Van Wittel (padre di Luigi Vanvitelli di cui italianizzò il cognome) stupisce per la precisione geometrica della "Chiesa della Salute" a Venezia e Canaletto dipinge il "Rio dei Mendicanti" utilizzando la tecnica della "camera ottica", anticipatrice della moderna fotografia, donando in questo modo al quadro un realismo prospettico “matematico”. Francesco Guardi invece, più poetico e nostalgico, si allontana dalla precisione geometrica dei dipinti dei suoi colleghi per catturare l’atmosfera e la luce vibrante di Venezia, come nella sua celebre e malinconica "Gondole sulla laguna".
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Il pomeriggio del 5 giugno, nella Biblioteca del Forte Sangallo di Nettuno piena in ogni posto, abbiamo avuto il piacere di effettuare questo viaggio nella storia dell’arte del Settecento accompagnati dai professori Francesco Bonanni per la connotazione storica e Antonio Silvestri per quella artistica. Un viaggio che chiude - per ora - la serie di incontri dei "Venerdì in biblioteca" dove però fervono già nuove iniziative, come ha ricordato nel suo intervento l’Assessore alla Cultura Roberto Imperato.