Nel giardino delle meraviglie: visita all'Orto Botanico.
12-04-2026 23:04 -
"Shinri-Yoku" che significa "bagno nella foresta" è in Giappone una vera e propria terapia medica risalente agli anni ottanta per combattere malesseri e dolori tipici del nostro tempo. "Hanami", letteralmente "osservare i fiori" si riferisce in particolare al periodo della fioritura dei ciliegi. Una tradizione secolare in Giappone che unisce l'apprezzamento estetico alla convivialità, con l'organizzazione di pic nic all'aperto. E nell'ammirare quei boccioli rosa che con sapienti talee e innesti si aprono in corolle di anche cinquanta petali (sakura) si riflette sulla bellezza ma anche la fragilità della vita.
Oggi sabato 11 aprile 2026, in una splendida giornata di sole, lo scopo della gita era proprio questa tradizione così legata all'indole e cultura giapponesi.
In una Roma poco trafficata che si lasciava davvero "godere", da Ponte Sisto e Piazza Trilussa ci siamo addentrati nelle viuzze di Trastevere per giungere a Villa Corsini i cui giardini dal 1883 sono diventati l'Orto Botanico della città gestito da La Sapienza, custode della biodiversità di specie vegetali provenienti da tutto il mondo. Una sorta di "zoo delle piante" come definito dalla nostra simpatica guida, Flavia. Per andare a fare il nostro Hanami, lasciando lo Shinri-Yoku per una prossima gita in montagna, ci siamo addentrati in un percorso affascinante, diretti al giardino giapponese che si trova nel punto più alto.
Durante il breve percorso in salita tante curiosità illustrate dalla nostra guida: come la Palma Washingtonia Filifera, chiamata anche " in sottoveste " perché conserva le vecchie foglie secche e ricadenti lungo il tronco, formando così una sorta di gonna o grembiule. Oppure scoprire che quei bambù che svettano in alto, così fitti da creare veri e propri boschi, non sono in realtà degli alberi ma delle erbe infestanti che si moltiplicano a ritmo vertiginoso con radici che si diramano ovunque. Attenzione quindi se vogliamo piantare un ameno boschetto di bambù nel nostro giardino perché ci potremmo ritrovare le radici in camera da letto! L'unico mezzo per arginarle è circondarle di cemento (armato).
Giunti infine al giardino giapponese ecco lo spettacolo di una natura rimpicciolita ad arte dalle mani dell'uomo, in questo caso l'architetto paesaggista Ken Nakajima, tra il 1990 e il 1994. Questo giardino in miniatura come un bonsai conserva tuttavia tutti gli elementi della natura: l'ambiente montano con le rocce riportate che formano il letto della cascatella la quale, insieme al ruscello e il laghetto, ricreano l'ambiente acquatico. Infine, l'ambiente collinare delineato dalle ondulate siepi mirtacee che percorriamo ritornando a valle tra sentieri serpeggianti che offrono a tratti una suggestiva veduta delle cupole della città.
Un "viaggio" iniziato oggi verso un mondo lontano, misterioso e affascinante, che è stato il preludio alla settimana che CittàInsieme dedica al Giappone dal 13 al 19 aprile presso il Forte Sangallo di Nettuno con mostre, poesie, laboratori. Un viaggio per scoprire l'estetica della piccolezza: perché in Giappone tutto ciò che è piccolo viene considerato bello, elegante e pregiato, che si tratti dei bonsai, degli haiku ( brevi poesie) dei netsuke ( piccole sculture ) oppure del nostro giardino giapponese sulle pendici del Gianicolo.
[Claudia Sebastiani]
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In questa uscita Cittainsieme ha voluto sperimentare una nuova formula: lasciare libera adesione ai partecipanti senza obbligo di prenotare; un semplice appuntamento all'ora stabilita per l'inizio visita con acquisto del biglietto al momento. Ovviamente i contatti con la direzione dell'Orto Botanico c'erano stati e il "gruppo di Anzio/Nettuno" era atteso all'ingresso. Quello che nessuno sapeva era appunto la numerosità di quel gruppo. Certo per ottenere una visita guidata si doveva dare un preavviso di quanti sarebbero stati i partecipanti. Abbiamo allora fornito un numero stimato di 15, senza escludere che al momento saremmo potuti essere di meno o anche di più e per chiudere l'accordo ci siamo impegnati a pagare comunque 15 biglietti, accollando all'associazione il rischio degli eventuali posti non utilizzati. Ebbene la scommessa è stata vinta: alla biglietteria ci siamo ritrovati in 21, numero ben oltre le aspettative e di grande conforto per il livello di partecipazione. Ma soprattutto di buon auspicio per una formula "flessibile" che sembra abbia incontrato il favore di molti, liberi di aderire anche all'ultimo momento. [Claudio Tondi]