Lo "squalo" perde i denti. Un aggiornamento sul caso Villa Marcella.
19-02-2026 07:45 -
2022 "Ci son voluti anni, c’è voluta la continua (anche nostra) mobilitazione civica, c’è voluto il PNRR e c’è voluta soprattutto la lungimiranza di Anna Marracino che nel 2018 dal suo banco di consigliere comunale fece inserire nell’ordine del giorno dell’assemblea consiliare: “facciamo di quell’edificio dal trascorso burrascoso un luogo di ottimismo e di speranza, facciamoci un ASILO NIDO COMUNALE”. Ed oggi, ottobre 2022, sono arrivati i fondi dal ministero dell’Istruzione che incanala su quest’opera un milione e centomila euro provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, il PNRR appunto, alimentato dalla grossa fetta di denaro assegnata all’Italia dal mega progetto di rilancio europeo chiamato Next Generation EU. E sempre oggi parte la progettazione della struttura capace di ospitare, entro la fine del 2025, fino a 32 bambini. La mancanza di adeguate risorse aveva impedito fino ad ora al comune di Anzio di intervenire se non con sporadiche azioni di bonifica della vegetazione e l’apposizione di un approssimativo cancello di chiusura, come più volte anche Cittainsieme ha segnalato. L’attuale risoluzione giunge quindi a sbloccare una situazione ferma da decenni e di ciò non si può che essere contenti."
Questo scrivevamo nel 2022, poi…
2024 "Ci avevamo davvero sperato. Quando, a ottobre 2022, uscì l'annuncio di un progetto operativo per il recupero di Villa Marcella abbiamo gioito insieme alle migliaia di cittadini di Lavinio che stavano finalmente per vedere la fine di un tira e molla durato decenni. Nel progetto al posto della villa si vedeva un edificio basso e squadrato da adibire ad asilo nido. Esteticamente il progetto non è un granché, funzionalmente non si sa. Ma adesso, nel 2024, nulla più si sa del progetto stesso. Svanito! Ma quanto senso dell'humor ci vuole a far sparire un progetto "antimafia" proprio quando alla guida del comune subentra (dal novembre 2022) una COMMISSIONE chiamata a dirigerlo per contrastare PROPRIO le infiltrazioni mafiose? Ci siamo permessi di chiedere lumi all'ing.Dell'Accio responsabile del patrimonio comunale: silenzio."
E oggi…
2026 Cambiata la testa del comune di Anzio dopo la partenza della Commissione straordinaria, a guidare l’istituzione son tornate persone scelte dagli elettori. Anche noi siamo tornati alla carica chiedendo a Pietro Di Dionisio, nuovo responsabile dei lavori pubblici nonché vicesindaco, cosa ne è stato del progetto per Villa Marcella. E finalmente abbiamo avuto una risposta. Non piacevole ma perlomeno chiara: “Per la ristrutturazione dell’immobile era stato fatto un progetto finanziato dal PNRR che durante il commissariamento non ha avuto seguito, di fatto la Commissione ha rinunciato a quel finanziamento. Per il momento quindi non ci sono risorse da poter utilizzare. È comunque volontà dell’Amministrazione recuperare questa e le altre unità della medesima specie non appena ci sarà la possibilità di farlo. Sostanzialmente il problema è di natura economica, gli investimenti necessari sono rilevanti e si deve trovare la fonte.”
LA STRUTTURA DI CUI STIAMO PARLANDO
Villa Marcella è un imponente edificio del 1965 progettato dall'architetto Alberto Carpiceci (1916-2007) per un costruttore edile romano. Fu anche soprannominato "la casa dello squalo" per il tetto a forma di pinna. La villa è situata nella zona “mare” del quartiere anziate di Lavinio, in viale del Tridente, una piccola strada vicinissima alla riserva naturalistica di Tor Caldara. Il nome le deriva da quello della figlia disabile del primo proprietario che nei primi anni ’70 la fece costruire con tutti gli accorgimenti che tenevano conto delle difficoltà di movimento della ragazza, adottando soluzioni architettoniche anche molto sofisticate e d’avanguardia. L’edificio era concepito come residenza estiva di lusso ed era dotato di piscina (ora interrata) e di ascensore. Dopo il fallimento del proprietario passò alla malavita romana, in particolare alla Banda della Magliana. Secondo storie e leggende locali fu, in quel periodo, sede di festini sfarzosi finché, pare per un omicidio avvenuto al suo interno, venne posto sotto sequestro e poi confiscato e affidato al comune con la clausola che ne prevede il riutilizzo esclusivamente a fini sociali. La struttura è rimasta però ormai da decenni inutilizzata e oggi versa in uno stato di pessima conservazione; è un rudere pericolante spesso oggetto di occupazioni abusive e di degrado igienico-sanitario, che le continue segnalazioni dei residenti e i ripetuti interventi del Comune di Anzio non riescono a risolvere. Gli ultimi aggiornamenti confermano l’impegno municipale in un recupero per il quale vanno però reperiti i fondi necessari.