Sconcertante provvedimento della Regione che espelle 2.619 associazioni dal registro del Terzo Settore.

20-01-2026 07:52 -

Ha tutto l'aspetto di un inceppamento di natura burocratica il provvedimento regionale che ha espulso una marea di associazioni dal Registro del Terzo Settore.

L'intervento, che nasce da un positivo criterio di verifica periodica, solleva però forti perplessità sulla sua corretta applicazione. Il sospetto nasce intanto da una prima occhiata alla lista nera, nella quale figurano organizzazioni consolidate e di sicura affidabilità nazionale (es. Legambiente, Polizia di Stato, Carabinieri, Protezione Civile ecc.) e locale (si vedano gli elenchi qui accanto). Ma è soprattutto andando ad approfondire con le singole associazioni che si viene a sapere che tutti gli adempimenti erano stati effettuati regolarmente e che nessuno è stato preavvisato che qualcosa non andava...

Ma come è nata la vicenda?

Innanzitutto spieghiamo cos'è il Registro del Terzo Settore. Si tratta di un elenco che ogni regione compila inserendovi le organizzazioni che vogliono svolgere attività utili alla vita sociale e per le quali possono ricevere supporti economici pubblici (dai comuni o dalla regione, appunto). Il vantaggio pubblico è di poter contare sulla grande spinta delle iniziative "dal basso", quello delle associazioni è di essere sostenute finanziariamente nel mettere in campo i propri progetti sociali.
Tali organizzazioni devono quindi offrire garanzie di particolare trasparenza amministrativa e gestionale e a questo scopo la Regione ne verifica periodicamente i requisiti.
E giusto nell'estate del 2024 la Regione attivò uno di questi controlli chiedendo alle associazioni un aggiornamento sulle rispettive situazioni.
La comunicazione lasciava quattro mesi di tempo per fornire i dati richiesti. E qui l'inghippo: nonostante le risposte sembra che siano state regolarmente inviate, dall'altra parte ci si è mossi come se nulla fosse arrivato. E a dicembre 2025 il nuovo dirigente del Terzo Settore della Regione Lazio ha incaricato la responsabile regionale dei Servizi Sociali di emettere il documento di espulsione dal registro di ben 2.619 associazioni.

Il provvedimento ha scatenato un putiferio fatto di sconcerto e di irritazione per una situazione che tutto fa ritenere fondata su un equivoco o un malfunzionamento comunicativo, magari all'interno della stessa struttura regionale. Ad esso ci si può opporre singolarmente ricorrendo al TAR, ma vista la macroscopica entità dell'accaduto è molto più probabile (ed auspicabile) che siano i canali Comuni/Regione ad occuparsi del caso per sollecitare chiarimenti e per ridare serenità al mondo prezioso del volontariato.

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Terzo Settore
è l'insieme degli enti privati senza scopo di lucro (associazioni, fondazioni, cooperative sociali, imprese sociali, organizzazioni di volontariato, ecc.) che svolgono attività di interesse generale per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Si chiama TERZO perché si pone fra lo Stato (Primo Settore) e il mercato (Secondo Settore).

RUNTS
Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

Sigle ricorrenti nel Tezo Settore
APS - associazione di Promozione Sociale
ODV- Organizzazione di Volontariato
ONG- Organizzazione non governativa
SOMS-Società di mutuo soccorso
ETS-Ente del Terzo settore (generico)

Non fanno parte del Terzo settore le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di categoria.

La sigla ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) non ha più valore dal 2017, abrogata dal D.Lgs 117/2017 (Riforma del Terzo Settore).

AGGIORNAMENTO:

Nota dell’assessore all'Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli.
Roma, 19 gennaio 2026 –

«A seguito delle notizie confuse e scomposte di questi giorni apparse sulla stampa, voglio chiarire l’atto di Giunta del 29 dicembre, con cui abbiamo disposto la cancellazione dal Registro unico del terzo settore di 2619 enti».

«Il Registro Unico degli enti del terzo settore è diventato operativo il 23 novembre 2021. Da tale data, ed entro il 21 febbraio 2022, tutte le APS e le ODV che risultavano già iscritte nei precedenti albi e registri regionali, sono state iscritte d’ufficio al registro unico attraverso una procedura di trasmigrazione automatica prevista dal codice del terzo settore. Al 21 febbraio 2022, la Regione ha provveduto a trasmigrare i dati di 6675 Enti, di cui 2731 ODV e 3944 APS. Da questo momento in poi inizia un processo di verifica, da parte della Regione, della sussistenza dei requisiti dei 6675 enti trasmigrati. Al termine di tale verifica, 2648 enti si sono attivati ed hanno regolarizzato la loro posizione. Per i restanti 4027 enti trasmigrati d’ufficio, la Regione ha disposto, il 1° luglio 2024, una diffida assegnando il termine di 120 giorni per accedere alla piattaforma e inserire o aggiornare i dati mancanti. Della diffida è stata data la più ampia diffusione: sia attraverso la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale sia attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale della Regione Lazio e, soprattutto, tramite il prezioso aiuto del Forum del Terzo Settore e del CSV Lazio, con il quale nello specifico è stata anche stipulata un’apposita convenzione di collaborazione per la diffusione dell’atto tra gli enti diffidati allo scopo precipuo di accompagnarli nell’adempimento richiesto. A seguito di questa diffida, 1409 enti hanno adempiuto regolarmente agli obblighi previsti, i restanti 2618 enti sono rimasti inadempienti ad un obbligo di legge. La Regione, comunque, ha atteso un intero ulteriore anno, adottando solo a fine dicembre 2025 l’atto di cancellazione».

«Ricordo che sono circa 14.500 gli enti iscritti al Runts del Lazio. Il RUNTS è un registro fondato sulla trasparenza e affidabilità, istituito per permettere a tutti (Pubbliche Amministrazioni e cittadini) di conoscere gli enti del Terzo Settore, di sapere cosa fanno e chi li rappresenta. Solo chi è iscritto al RUNTS può fregiarsi del titolo di ente del terzo settore e, di conseguenza, partecipare ai bandi/avvisi della PA ad essi riservati. Ricordo, inoltre, che il cittadino può, consultando il RUNTS, scegliere consapevolmente l’ente cui destinare il proprio 5 per mille e erogazioni liberali. In questo quadro, quindi, l’Ente che non aggiorna le informazioni essenziali, ai sensi di quanto prevedono le norme, non è verificabile, non è trasparente, non è affidabile dal punto di vista istituzionale e induce in errore il cittadino, quindi tutti noi», ha spiegato l’assessore Massimiliano Maselli.

«Il Registro può funzionare e assolvere alla sua funzione di tutelare le legittime istanze ed aspettative dei cittadini solo se gli enti iscritti rispettano un livello minimo di organizzazione amministrativa. Pertanto, il rispetto dei requisiti formali che qualificano un Ente come Ente di Terzo Settore, non può essere considerato un mero adempimento burocratico! Gli Enti cancellati possono in ogni caso procedere anche immediatamente a nuova domanda di iscrizione al Runts. »