Metropolis: entrando nel film.
27-09-2026 09:27 - spettacolo
L' elemento saliente di questo film è l'anno di ambientazione della vicenda: 2026, cioè, l'anno che stiamo vivendo, e ci si chiede come mai Fritz Lang e consorte abbiano scelto proprio questa data.
La risposta può essere individuata nell'anno di realizzazione del film, ovvero il 1926, esattamente un secolo fa. E ci si stupisce della fantasia ma soprattutto, della visione incredibilmente predittiva che i due hanno avuto del futuro nel nostro pianeta. Un futuro tetro, drammatico, che vede la società divisa in ricchi e poveri, abitanti in luoghi diversi: i ricchi, nei piani alti dei palazzi, circondati da agi e divertimenti; i poveri, operai nei sotterranei, prigionieri di allucinanti catene di montaggio lavorative che li tengono impegnati giorno e notte fino allo sfinimento, schiavizzati anche nell'aspetto morale, resi incapaci di reagire a qualunque tipo di soprusi
Tuttavia, come in molti racconti fantastici di rispetto, un essere umano di animo buono intende salvare i reietti informando i "padroni" sulla loro misera condizione. Ovviamente l'impresa non sarà facile da attuarsi. Il film ha cento anni, ma sbalordisce per gli scenari di città fitte di grattacieli, alcuni di architettura bizzarra (Lang era architetto), strade sospese, veicoli volanti ed effetti speciali che poco hanno da invidiare a quelli prodotti oggi.
Metropolis è un film senza alcun dubbio annoverabile fra i classici del cinema e della fantascienza, che anticipa di un secolo l'introduzione e l'uso di umanoidi, pronti a sostituire l'Uomo perfino nei sentimenti. Lo spettatore si trova ad assaggiare un futuro terribile, ma con uno spiraglio di speranza.
2026: gli umanoidi camminano ormai fra di noi, al nostro fianco, svolgendo compiti che fino a pochi anni fa, erano di competenza umana. Riusciamo ancora a scorgere lo spiraglio di speranza còlto alla fine del film?
[Paola Leoncini]
La risposta può essere individuata nell'anno di realizzazione del film, ovvero il 1926, esattamente un secolo fa. E ci si stupisce della fantasia ma soprattutto, della visione incredibilmente predittiva che i due hanno avuto del futuro nel nostro pianeta. Un futuro tetro, drammatico, che vede la società divisa in ricchi e poveri, abitanti in luoghi diversi: i ricchi, nei piani alti dei palazzi, circondati da agi e divertimenti; i poveri, operai nei sotterranei, prigionieri di allucinanti catene di montaggio lavorative che li tengono impegnati giorno e notte fino allo sfinimento, schiavizzati anche nell'aspetto morale, resi incapaci di reagire a qualunque tipo di soprusi
Tuttavia, come in molti racconti fantastici di rispetto, un essere umano di animo buono intende salvare i reietti informando i "padroni" sulla loro misera condizione. Ovviamente l'impresa non sarà facile da attuarsi. Il film ha cento anni, ma sbalordisce per gli scenari di città fitte di grattacieli, alcuni di architettura bizzarra (Lang era architetto), strade sospese, veicoli volanti ed effetti speciali che poco hanno da invidiare a quelli prodotti oggi.
Metropolis è un film senza alcun dubbio annoverabile fra i classici del cinema e della fantascienza, che anticipa di un secolo l'introduzione e l'uso di umanoidi, pronti a sostituire l'Uomo perfino nei sentimenti. Lo spettatore si trova ad assaggiare un futuro terribile, ma con uno spiraglio di speranza.
2026: gli umanoidi camminano ormai fra di noi, al nostro fianco, svolgendo compiti che fino a pochi anni fa, erano di competenza umana. Riusciamo ancora a scorgere lo spiraglio di speranza còlto alla fine del film?
[Paola Leoncini]




