Il ponte non c'è più. Spettacolare demolizione del cavalcavia di Nettuno.

12-10-2026 00:16 - notizie locali
Alla fine ci si è riusciti: il cavalcavia pedonale adiacente alla stazione di Nettuno è stato rimosso.
La struttura era chiusa da anni al transito perché mostrava vistosi segni di decadimento: cemento sbocconcellato in più punti, ferri affioranti e rugginosi, pilastri lesionati, insomma un pericolo. Nel giro delle tre settimane a cavallo fra settembre e ottobre 2026 una serie di azioni coordinate ha liberato la visuale di uno dei tratti più frequentati della città.

L'intervento ha presentato particolarità tecniche su cui è interessante soffermarsi.
Innanzitutto il lavoro è stato diviso in tre fasi distinte, due dedicate all'abbattimento delle due scalinate terminali, una terza fase riservata a rimuovere il tratto centrale.
Mentre per le scale è stata utilizzata una grossa PINZA DEMOLITRICE che ha masticato via via pezzi di calcestruzzo e tondini di ferro fino a farne un cumulo pronto per essere smaltito dai camion, per rimuovere la campata centrale è stata montata una GIGANTESCA GRU che ha letteralmente sollevato dai pilastri il blocco di cemento armato lungo circa 30 metri che vi era appoggiato, posandolo poi delicatamente a terra dove verrà poi definitivamente distrutto.

Tale diversificata modalità di gestione delle operazioni risponde a due diversi livelli di sicurezza. Per le scale è stato sufficiente proteggere i luoghi vicini dagli eventuali detriti che potessero saltare nel corso del lavoro della pinza. A questo ha provveduto quello stranissimo enorme pannello tenuto sospeso da una gru accanto all'area di lavoro e sul quale le schegge di calcestruzzo si smorzavano invece di schizzare fuori del cantiere.

Invece alla lunga campata centrale, estremamente vicina ai cavi della linea elettrica dei treni, si poteva metter mano solo dopo aver tolto la corrente a quei cavi, non a caso la scelta di operare nel weekend teneva conto della necessità di ridurre al massimo il disagio per i pendolari.
A causa della struttura dell'impianto che alimenta le linea ferroviaria si sono dovute "spegnere" le prime tre stazioni della Nettuno-Roma. Questa è la ragione per cui nel weekend 9-11 ottobre i treni sono stati fatti partire dalla quarta stazione (Marechiaro) anziché dall'abituale capolinea di Nettuno.
C'è da dire che l'accurata pianificazione delle varie fasi ha dovuto fare i conti con la "variabile meteo": condizioni del tempo estremamente avverse proprio per il mattino del venerdì del weekend programmato, hanno imposto di anticipare l'intervento di alcune ore: all'una di notte l'area di cantiere è stata illuminata a giorno e il mostro d'acciaio si è messo all'opera portandola a termine in meno di tre ore. I residenti hanno dovuto fare i conti per tutta la notte con il ruggito dei motori della gru ma il disagio è stato accettato con la consapevolezza che era in corso un momento "storico" per la città. E le cronache hanno potuto registrare immagini particolarmente suggestive di quei lavori in notturna.