25 Gennaio 2022

Il Faro di Anzio, una struttura da non guardare di sfuggita.

25-04-2018 16:49 - Anzio


Dove oggi è visibile il Faro di Anzio fu eretta nel Medioevo dalla famiglia Frangipane una torre costiera di segnalazione e avvistamento delle incursioni dei pirati saraceni.




L’edificio col tempo andò in rovina e fu ricostruito nel 1645 ma sopravvisse solo fino al 1813 quando venne distrutto dai bombardamenti delle navi inglesi che, impegnate contro Napoleone in tutto il Mediterraneo, attaccarono la guarnigione francese presente ad Anzio.





Cinquant’anni dopo, nel 1866, il papa Pio IX realizzò sul medesimo luogo il faro come lo vediamo oggi: una torre di 21 metri sullo stesso costone tufaceo che ospita anche i resti degli antichi edifici romani (la Villa Imperiale e le strutture di supporto al Porto antico, le cosiddette Grotte di Nerone).



La lanterna si trova quindi a ben 37 metri sul livello del mare riuscendo così a mandare il suo fascio luminoso della potenza di 1000 watt fino a 22 miglia nautiche di distanza (circa 40 km !).





Il primo e più famoso impianto del genere fu quello eretto 200 anni prima di Cristo davanti al porto di Alessandria d'Egitto sull’isolotto di Pharos, da cui deriva il nome comunemente adottato in varie lingue per questi impianti.


Quello di Alessandria era una gigantesca torre a base quadrata alta in tutto 134 metri. Da quell’altezza era in grado di indicare la posizione del porto a decine di chilometri di distanza e lo faceva sia di notte, con una fiamma sempre accesa, sia di giorno mediante specchi parabolici che riflettevano la luce del sole.



Il faro di Alessandria crollò per un terremoto solo verso il 1300, cioè nello stesso periodo in cui i Frangipane stavano costruendo la torre costiera di Anzio.











Ogni faro manda verso l’orizzonte un fascio di luce, ma per far capire ai naviganti in quale punto della costa si trovino ogni faro emette luce in modo diverso. In parole povere si distingue per un suo specifico modo di lampeggiare.
Quello di Anzio ad esempio segue questo schema: un lampo di 2 decimi di secondo, poi un buio di 2,3 secondi, poi un altro lampo di 2 decimi e infine un buio di 7,3 secondi.
In totale fanno 10 secondi che si ripetono regolarmente.




A presidiare il faro e il suo apparato luminoso veniva preposto un addetto ma questo incarico è andato perdendo di importanza grazie al progredire della tecnologia che permette una gestione automatizzata.


Si pensi che il guardiano aveva fra l’altro il compito di eseguire la scrupolosa manutenzione della lanterna, un apparato costituito da una serie di specchi e di lenti speciali, le cosiddette lenti di Fresnel dal nome dell’inventore, capaci di proiettare il fascio luminoso a distanza di decine di chilometri.




Con tanti secoli di storia sulle spalle è doveroso a maggior ragione ricordare oggi il nome di chi in anni recenti ha presidiato il Faro di Anzio lavorandovi fino al momento di andare in pensione.


Parliamo di Silvestro De Marco (1943-2021) che fu guardiano del Faro di Anzio fino al 2011.
Originario di Piano di Sorrento (NA) De Marco aveva frequentato il locale Istituto Nautico Nino Bixio e poi l’Istituto Universitario di Napoli. E' stato “operatore nautico addetto al faro di Anzio” per conto della Marina Militare italiana.

Silvestro è scomparso il 9 giugno 2021 all’età di 77 anni.






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Si ringrazia Cesare Zaccaria, amico e vicino di casa di Silvestro De Marco nel quartiere Europa di Anzio, per il contributo di notizie ed informazioni.

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