18 Ottobre 2021

Disgregare i rifiuti, una tecnologia con molte perplessità.

10-09-2021 18:23 - ECOLOGIA & RIFIUTI
Email del 23/8/2021 a Cittainsieme

Salve,
mi chiamo Joel Samuele Beaumont, e ieri pomeriggio ho conosciuto Claudio Tondi ad un evento nel parco Vallo Volsco.
Sto cercando nella zona associazioni che vogliano proporre un sistema per trasformare i rifiuti in materie prime, senza immettere inquinamento aggiuntivo nell'ambiente.
Il sistema è costruito dalla Piromak, e non è assimilabile ai sistemi come gli inceneritori o le biomasse che tanto malcontento raccolgono tra la popolazione.
Anzi, questo sistema potrebbe ad esempio essere installato dalle stesse industrie di zona, che ritirando i rifiuti possono ricavarci materie prime ed energia con un basso inquinamento, senza creare altre discariche o senza immettere particolato pericoloso per le persone.
Mi piacerebbe elaborare una proposta vantaggiosa, nel senso che bisognerebbe stimare i costi dell'impianto dimensionato opportunamente sulla zona. Bisognerebbe capire che chi ritira i rifiuti ottiene materie prime ed energia e questo significherebbe, se le cose vengono fatte bene, una forte diminuzione del costo smaltimento rifiuti.
Fatemi sapere se siete interessati. Vi invito anche oltre a guardare il link che ho messo sopra, a guardare questo video esplicativo, e a valutarne le potenzialità: https://youtu.be/tcwvbdO8TXY


RISPOSTA di CITTAINSIEME

Gentile Joel, ho esaminato le caratteristiche degli impianti Piromak scorrendo le informazioni presenti sul loro sito.

L'obiettivo di disgregare mediante alte temperature i materiali di rifiuto traendone sostanze fruibili quali gas combustibile, olio combustibile, carbone (combustibile) e residui metallici presenta aspetti senz'altro interessanti.

Pur non essendo tecnicamente in grado di valutarne a fondo i risvolti sento di poter sollevare comunque alcune perplessità. Te ne riassumo le principali:

1. il processo esclude praticamente ogni forma di riciclo di frazioni di rifiuto, semplicemente si brucia tutto (anzi NON si brucia perché si opera in assenza di ossigeno, si disgrega).

2. il prodotto finale è quasi totalmente nuovo combustibile (gas, olio, carbone), tutto materiale che è destinato quindi a bruciare a sua volta incrementando così la produzione degli ossidi di ossigeno (anidride carbonica e monossido di ossigeno) che sono invece gli attuali nemici da battere per contrastare il riscaldamento globale del pianeta.

3. le dimensioni operative sono decisamente adatte ai Grandi Impianti perché, anche se sono previste installazioni per piccoli produttori, mi sembra davvero complicato gestire tutti i processi di purificazione dei filtri e di controllo delle emissioni a livello così capillare; tanto è vero che la stessa Piromak propone assistenza e manutenzione in prima persona.

4. prevedere tanti piccoli "disgregatori" da installare presso le singole ditte crea più problemi che soluzioni: proliferare di sistemi di trasporto di gas, olio e carbone, incremento dei flussi di trasporto dei materiali, moltiplicazione dei rischi di malfunzionamento, ecc.

5. ultimo, ma di questi tempi direi primo, ritengo che sarebbe assai difficilmente accettata dalla pubblica opinione l'installazione di simili impianti dopo che c'è stata una mezza rivolta quando si è realizzata la struttura che produce metano dai rifiuti (biogas) che è invece su livelli totalmente inferiori quanto a rischi e impatto ambientale.

Ti saluto ringraziandoti comunque per la segnalazione ma declino l'invito ad impegnare l'Associazione su questo tema.

Claudio Tondi, presidente di Cittainsieme

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