16 Aprile 2024
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Anzio. Revocato dalla Regione il finanziamento per costruire le case popolari.

20-06-2023 19:47 - notizie
LA GIUNTA REGIONALE del Lazio ha revocato il finanziamento al Comune di Anzio di 2,6 milioni di euro concesso nel 2011 per la costruzione di 24 alloggi per cittadini in difficoltà.
La notizia è apparsa il 20/6/2023 a pag. 111 del n.49 del Bollettino Ufficiale delle Regione Lazio e riporta la Deliberazione di Giunta n.284 del 15 giugno scorso.


Ma di cosa si sta parlando?

Il comune di Anzio aveva fatto domanda alla Regione di un finanziamento di 2,6 milioni di euro per costruire 24 alloggi di Edilizia Residenziale Agevolata.
La richiesta si basava su una legge nazionale del 2008 (la n.133) che si intitola:
“Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.
Il Parlamento l’aveva votata al fine di garantire su tutto il territorio nazionale i “livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana”.
Nella legge si stabilisce un piano di interventi detto PNEA (Piano Nazionale di Edilizia Abitativa) col quale realizzare, coinvolgendo capitali pubblici e privati, una offerta di abitazioni destinate prioritariamente a prima casa per nuclei familiari e giovani coppie a basso reddito, anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito residenti da lungo tempo in Italia.
Fra i vari interventi il PNEA si propone anche di incrementare il patrimonio residenziale pubblico utilizzando risorse dello Stato, delle regioni, delle province autonome, degli enti locali e di altri enti pubblici. Fra tali risorse ci possono essere anche i soldi provenienti dalla vendita di case popolari agli occupanti che vi abitino legittimamente.
Insomma il PNEA dispone di un fondo e deve ripartirlo fra le regioni; al Lazio ha assegnato 38,5 milioni di euro.



Tornando ad Anzio succede che nel 2011 il finanziamento viene approvato e nel 2014 la Regione Lazio chiede al comune di fornire la documentazione necessaria per completare l’operazione.
Il comune però tarda a fornirla e allora la Regione (Direzione per le Politiche Abitative e Pianificazione Territoriale, Paesistica e Urbanistica) lo sollecita dandogli 60 giorni di tempo.

Notiamo che questo sollecito viene riportato sulla delibera come “Nota n.984851 del 29/11/2022” ma L’ANNO è stato probabilmente scritto male, dovendo trattarsi del 2021, infatti il documento prosegue dicendo che il Comune di Anzio, con due lettere proprio del 2022, chiede più tempo per poter aggiornare il progetto e acquisire l’autorizzazione paesaggistica e che a quel punto la Regione concede una proroga al 30.6.2022.
Comunque neppure in quella data la documentazione arriva e quindi nell’agosto 2022 la Regione avvisa il Comune che avrebbe avviato la procedura per revocare il finanziamento.
Nel frattempo il Comune scrive alla Regione dicendo che il progetto è stato finalmente aggiornato ma che per attenersi alle nuove norme in vigore bisogna aumentare il finanziamento da 2,6 a 3,8 milioni mentre gli alloggi devono scendere da 24 a 18.

A gennaio 2023 la Regione dichiara inaccettabili i due nuovi criteri e conferma che revocherà il finanziamento imputando al Comune la responsabilità di non aver rispettato gli accordi presi nel 2012 con Ministero delle Infrastrutture e Regione Lazio.

E siamo al provvedimento odierno che ufficializza la decisione. Il comune adesso può ricorrere al TAR oppure al Capo dello Stato entro rispettivamente 2 e 4 mesi.
Staremo a vedere come si regolerà la Commissione Straodinaria insediatasi ai primi di dicembre 2022 ed attualmente alla guida della città.


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