16 Ottobre 2021
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Anzio: disagi nella raccolta rifiuti. E mercoledì 30 giugno si aggiunge anche lo sciopero nazionale del settore.

29-06-2021 19:46 - notizie
Innegabili i segni di come il servizio di raccolta dei rifiuti stia zoppicando. Ha iniziato la raccolta del verde a saltare strade o interi giorni. Poi si sono aggiunte carenze nella raccolta del porta a porta quotidiano con accumulo di tipologie che prevedibilmente finiranno nel calderone del giovedì.
Diversi cittadini hanno cominciato a mugugnare adducendo le solite e invero poco generose accuse al personale operativo o alla ditta nel suo complesso e all'amministrazione comunale.
Precisato che nessuna di queste critiche risponde da sola a una seria valutazione dei fatti, abbiamo potuto appurare alcuni elementi che invece spiegano ampiamente la situazione.
La criticità principale consiste nella proclamazione dello sciopero nazionale del settore ambientale per mercoledì 30 giugno e dalle assemblee dei lavoratori che si sono svolte per decidere se aderirvi o meno.

L'allarme viene sollevato dai sindacati nazionali relativamente al rischio di perdita di posti di lavoro quando il 31 dicembre entrerebbe in vigore un certo articolo, finora congelato, della legge sugli appalti, il famigerato art.177 che fu introdotto per spezzare i privilegi accumulati da alcune ditte che detengono da decenni certi appalti.
La soluzione votata dal parlamento fu di obbligare tali imprese a subappaltare a loro volta ad altre ditte l'80% delle loro commesse.
Un rimedio però che fece sobbalzare subito tutti: imprese, sindacati, giornali di ogni tendenza e perfino l'agenzia governativa Arera che si occupa di controllare la correttezza dei settori energetici ed ambientali.


Le obiezioni delle imprese si basano sul fatto che obbligare a subappaltare l’80% delle proprie commesse impone una ristrutturazione pesante della ditta con un sicuro rallentamento dell’operatività. Inoltre, e soprattutto, obiettano che dovendo per forza subappaltare il grosso del lavoro, si manda in fumo tutta la professionalità che il personale interno della ditta ha nel frattempo acquisito in quel ramo di attività. Infine lamentano che in questo modo si sconvolge il piano di investimenti che esse hanno fatto contando sulla durata del contratto a suo tempo firmato.

Le obiezioni dei sindacati nazionali si basano sul fatto che affidando ad altre ditte l’80% dei contratti, molti posti di lavoro interni alla ditta principale diventano superflui con conseguenti licenziamenti.
Nella loro strategia comunicativa i sindacati hanno ritenuto quindi di premere su governo e parlamento proclamando per il 30 giugno uno sciopero nazionale dei settori maggiormente coinvolti.
Ad esso hanno poi aderito anche i sindacati locali della ditta che gestisce i rifiuti ad Anzio i quali, per decidere se aderire o meno, hanno appunto convocato i lavoratori in assemblee che, essendosi svolte dalle 10 alle 12, hanno provocato i disagi di cui stiamo parlando.

Ma cosa è EFFETTIVAMENTE in discussione?
Nello schema che riportiamo qui accanto abbiamo sintetizzato i punti base del problema e le varie posizioni emerse in questi anni.



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