16 Luglio 2019

COME AFFRONTARE IL CLIMA MOLTO CALDO DI QUESTO PERIODO
(sintesi del Piano Sanitario emesso dalla Regione Lazio sull’emergenza da calore)

25-06-2019 19:17 - salute
PREMESSA

Tutte le osservazioni epidemiologiche concordano nell’indicare l’età tra i principali fattori che aumentano il rischio di malattia e morte legate all’esposizione ad alte temperature.

I bambini piccoli e gli anziani sono i gruppi maggiormente a rischio perché entrambi hanno un inefficiente sistema di termoregolazione e pertanto manifestano più facilmente i sintomi dell’ipertermia.
Presentano inoltre una ridotta mobilità, una minore capacità di manifestare e provvedere ai propri bisogni, compresa la decisione di assumere liquidi.

Le statistiche dicono anche che è a maggior rischio chi vive in aree a basso reddito o da solo senza una rete di assistenza sociale perché tali fattori riducono la CONSAPEVOLEZZA DEL RISCHIO e la capacità di ricorrere a misure adattative.

Il Medico di base deve segnalare online al sito della Regione i suoi pazienti che ricadono in condizioni di rischio per includerli nel programma regionale di sorveglianza finché questo rimane in vigore (dal 1 giugno al 15 settembre).



PERCHE’ C’E’ RISCHIO

Il caldo causa problemi alla salute perché altera il sistema di regolazione della temperatura corporea.
Normalmente, il corpo si raffredda sudando, ma in certe condizioni ambientali questo meccanismo non è sufficiente. Se, ad esempio, il tasso di umidità è molto elevato, il sudore evapora lentamente e quindi il corpo non si raffredda in maniera efficiente e la temperatura corporea può aumentare, fino a valori così elevati (>40°C) da danneggiare gli organi vitali dell’organismo.

La capacità di termoregolazione di un individuo è fortemente condizionata da diversi fattori come l’età, uno stato di malattia, la presenza di febbre, una patologia cardiovascolare o circolatoria o respiratoria, obesità, malattie mentali, uso di droghe e alcol.

I bambini fino a 4 anni e gli anziani sopra i 65 hanno una ridotta capacità di termoregolazione.
Tuttavia anche persone giovani, se compiono sforzi eccessivi in condizioni di temperatura elevata possono
subire danni gravi.



PRINCIPALI SINTOMI DI CRITICITÀ DA CALORE.

CRAMPI - Sono causati da
• uno squilibrio elettrolitico oppure da
• una carenza di sodio dovuta alla perdita di liquidi oppure
• una insufficienza venosa con o senza edema delle caviglie.
Lo squilibrio elettrolitico si verifica negli anziani che assumono pochi liquidi o in persone che svolgono attività fisica senza reintegrare a sufficienza i liquidi persi con la sudorazione.

La carenza di sodio provoca crampi in persone che, pur bevendo a sufficienza, non reintegrano i sali minerali persi. In questo caso ai crampi si possono associare anche a cefalea, stanchezza e affaticamento.

Nella malattia venosa degli arti inferiori i crampi compaiono spesso durante la notte o dopo una prolungata stazione eretta. In questi casi la persona deve stare con gli arti SUPERIORI sollevati di almeno 4 cm rispetto al cuore e rinfrescare con acqua fredda gli arti INFERIORI.
In caso di edema (che è un ristagno di sangue nelle estremità inferiori) un rimedio semplice ed efficace è tenere le gambe sollevate ed eseguire di tanto in tanto dei movimenti dolci per favorire il reflusso venoso, oppure effettuare delle docce fredde agli arti inferiori, dal basso verso l’alto e dall’interno verso l’esterno sino alla sommità della coscia.

LIPOTIMIA - è un’improvvisa perdita della coscienza causata da un calo della pressione arteriosa dovuto al ristagno di sangue nelle zone periferiche con conseguente diminuzione dell’apporto di sangue al cervello.
Lo svenimento può essere prevenuto se ai primi sintomi, quali vertigini, sudore freddo, offuscamento visivo o secchezza delle fauci, si fa assumere al paziente una posizione distesa con le gambe sollevate rispetto al cuore.

STRESS DA CALORE - è un sintomo di maggiore gravità e si manifesta con un senso di leggero disorientamento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, cefalea, tachicardia ed ipotensione, oliguria (scarsa pipì), confusione, irritabilità.
La temperatura corporea può essere leggermente elevata e c’è spesso una forte sudorazione.
Il trattamento d’urgenza consiste nello spostare la persona in un ambiente fresco e reintegrare i liquidi mediante bevande ricche di sali minerali e zuccheri. Nei casi più gravi la persona deve essere rinfrescata togliendo gli indumenti, bagnandola con acqua fredda o applicando degli impacchi freddi sugli arti.

Lo stress da calore se non trattato immediatamente può progredire fino al
COLPO DI CALORE -
Questo è la condizione più grave e rappresenta una vera emergenza. Il ritardato trattamento può portare anche al decesso.
Il colpo di calore avviene quando la fisiologica capacità di termoregolazione è compromessa e la temperatura corporea raggiunge valori intorno ai 40°C.
Si può manifestare con iperventilazione (affanno), anidrosi, insufficienza renale, edema polmonare, aritmie cardiache, sino allo shock accompagnato da delirio che può giungere alla perdita di coscienza.
Il colpo di calore richiede l’immediato ricovero in ospedale. In attesa dell’arrivo dell’ambulanza, bisogna spogliare e ventilare il malato, rinfrescarlo bagnandolo con acqua fresca e applicare impacchi di acqua fredda sugli arti.



COME DIFENDERSI
Durante le giornate in cui viene previsto un rischio elevato (livelli 2 e 3 del bollettino regionale) va evitata l’esposizione all’aria aperta tra le 12 e le 18.
E’ sconsigliato l’accesso ai parchi ed alle aree verdi ai bambini molti piccoli, agli anziani, alle persone non autosufficienti e alle persone convalescenti. Inoltre tutti devono evitare attività fisica intensa all’aria aperta durante gli orari più caldi della giornata.

Soggiornare, anche solo per qualche ora in luoghi climatizzati aiuta a combattere gli effetti del caldo.

Schermare le finestre esposte al sole mediante tende, scuri, persiane e simili.

Utilizzare se possibile il climatizzatore per rendere l’aria della casa più fresca e meno umida. Evitare di impostare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna: 25-27°C con un basso tasso di umidità danno un buon comfort e non espongono a bruschi sbalzi termici.

I ventilatori non abbassano la temperatura ambientale ma danno sollievo perché aumentano l’evaporazione del sudore e in questo modo fanno percepire una temperatura più bassa anche se non lo è. Quindi tenere conto che il ventilatore aumenta il rischio di disidratazione e ricordarsi di compensare bevendo grandi quantità di liquidi.

Bagni e docce con acqua fredda sono utili per abbassare la temperatura corporea.



COME REIDRATARSI
Bere molta acqua e mangiare frutta fresca che contiene anche il 90% di acqua.
Bere anche in assenza di stimolo della sete: gli anziani tendono a perdere questo stimolo quindi devono bere “con la testa” anche se non ne sentono la necessità.
Nei casi di patologie con problemi di ritenzione idrica, di cardiopatie, di epilessia, di sofferenza del fegato o dei reni consultare il medico per sapere quanto bere.
Evitare bevande alcoliche, quelle contenenti caffeina (caffè, tè), le bibite gassate o zuccherate e le bevande molto fredde.
Preferire pasti leggeri e frequenti distribuiti nell’arco della giornata.


COME AIUTARE
Nei periodi prolungati di caldo intenso prestare attenzione a familiari o vicini di casa anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia, ecc. Segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento, come persone che vivono in situazioni di grave indigenza o di pericolo per la salute (es. i senza tetto in condizioni di grave bisogno).



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