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Anzio: sottratto con violenza il cagnolino appena ritrovato

12-07-2017 16:06 - notizie
Tutto è iniziato sabato 8 luglio con un fatto banale, due cagnolini che scappano dal cancello di una villetta e si prendono qualche ora di avventura. Loro a godersela ma la famiglia, coi ragazzi in prima linea, è sconvolta, chi ha un animale sa che non sono parole esagerate. I cagnolini non si trovano, le ricerche vanno a vuoto, si comincia a chiedere in giro ed anche a fare appelli su Facebook. Il social ha effetto, una persona ritrova i cani e li riporta a casa fra la gioia dei piccoli proprietari. La buona notizia è a sua volta diffusa su Facebook, fra le felicitazioni di tanti che leggono.... Fra questi però ci sono anche gli occhi attenti di qualcuno che intravede la possibilità di rimediare qualche soldo facendo leva sull´effetto sorpresa. Basta contattare chi ha ritrovato i cani e con un po´ di chiacchiere convincerlo a dire l´indirizzo a cui li ha riportati. Fatto: si balza in motorino e la "coppia d´assalto" si presenta al cancello della casa reclamando a gran voce la proprietà del cane (di uno solo di loro, si badi). In casa c´è solo un ragazzo di 15 anni e i due si fanno aggressivi, minacciano di scavalcare, scuotono il cancello e urlano. Arriva in quel momento la mamma che rientra in auto dalla spesa con il figlio più piccolo, vede la scena che si svolge davanti casa sua, lascia il figlio in macchina e chiede cosa stia succedendo. E´ preoccupata per i figli e tenta di calmare i due, si mostra conciliante, la ragazza sembra anche incinta poverina... il cane è vostro? ve lo hanno rubato due mesi fa? ma no, guardate qui le vaccinazioni, il librettino sanitario, non ha ancora il microchip ma il cane ce lo abbiamo da due anni, vi state sbagliando...
Vista la fermezza della signora la tattica cambia repentinamente, la ragazza dice di sentirsi poco bene, ha bisogno di un bicchier d´acqua...Come no! vado a pren... è il momento buono, i due afferrano il cane e se la battono a gambe levate. Frustrata e impotente la famigliola riesce solo (e per fortuna) a scattare una foto al volo dei due fuggitivi col cane in braccio.
Fin qui la ricostruzione basata sul racconto della signora e del figlio maggiore. Questo un pezzo del racconto del quindicenne:
"Stavo a casa e ho sentito delle urla provenienti da fuori il cancello. Erano due ragazzi di 20 anni brutta gente di quartiere e si sono presentati fuori casa mia evidentemente drogati. Il ragazzo mi stava minacciando che gli dovevo ridare il cane che lui diceva che io gli avevo rubato da due mesi quando io quel cane ce l´ho da due anni. Il ragazzo mi ha minacciato che se non avessi aperto il cancello avrebbe scavalcato. Sono arrivati in tempo i miei genitori che poi si sono messi a parlare con questi due pazzi. C´era mio fratello minore in macchina che ha visto tutta la scena ed è rimasto traumatizzato. Che cosa doveva fare mia madre sapendo che li fuori c´erano due pazzi che ci minacciavano?"
I passi penali li curerà l´autorità giudiziaria già coinvolta che verificherà se si è trattato di uno squallido caso di "furto con strappo" (questo il nome del reato) finalizzato a procurarsi un utile. Per esempio rivendersi il cane per rimediare 50 euro per un po´ di droga, chissà. Sappia in tal caso l´eventuale incauto acquirente che sarebbe lui a passare un guaio in quanto ricettatore! Sembra invece potersi escludere di trovarci di fronte al nauseante fenomeno che si va diffondendo del furto di cani a fini di riscatto, una forma particolarmente odiosa di ricatto che colpisce soprattutto persone anziane o indifese che del loro animale d´affezione, quasi mai di razza pregiata peraltro, fanno un riferimento emotivo essenziale.

L´episodio si presta a qualche riflessione sul funzionamento dei social network. Facebook è qui stato di fondamentale aiuto per far ritrovare i cagnolini, senza è difficile immaginare che sarebbero tornati a casa. Però la stessa pubblicità data al ritrovamento ha consentito ai malintenzionati di mirare le proprie attenzioni sulla loro "preda". E questo, per una ingenua ma umana reazione della brava persona che li aveva trovati, è stato estremamente facile. Il punto è che spesso dimentichiamo che quello che ognuno di noi esprime sulla "rete" non resta fra quattro mura sicure ma viene esposto a.... miliardi di altri utenti, che possono magari un poco ridursi di numero con le opportune impostazioni di privacy ma che sempre tanti sono e soprattutto per la stragrande parte sconosciuti. Questo va tenuto presente soprattutto a proposito della faciloneria con cui tendiamo a ridiffondere qualunque messaggio, appello, invocazione che ci arriva senza curarci se abbia fondamento o meno. L´umana spinta ad essere utile agli altri non dev´essere la nostra unica molla, c´è prima quella dei possibili danni che si possono fare. Non bisogna essere giornalisti per capire che "accertare le fonti" è il minimo che si debba fare dal momento che abbiamo in mano uno strumento comunicativo potentissimo e impensabile fino a pochissimi anni fa. Giochiamoci bene, anche le pistole giocattolo possono far male.


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