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17 ottobre: in Regione Lazio si discute la biogas di via Nazzari
alle 16.30 in un comunicato il sindaco di Anzio si dissocia dal progetto. Leggi qui il verbale ufficiale della riunione.

16-10-2017 15:15 - notizie
Mattinata (forse) decisiva quella del 17 ottobre per l´impianto da costruire in via Nazzari ad Anzio: l´iter tecnico che prevede la verifica che progetti potenzialmente capaci di avere un impatto sull´ambiente abbiano tutti i requisiti di sicurezza, arriva infatti alla sua seconda "Conferenza dei Servizi". Ricordiamo che con tale termine si indica la riunione in cui sono presenti tutti coloro che hanno voce in capitolo nell´approvazione di un certo progetto, enti coinvolti, uffici preposti, cittadini che hanno formulato osservazioni scritte, ecc. E´ una procedura in vigore da alcuni decenni pensata per ridurre i lunghi mesi persi a scambiare documenti fra un ufficio e l´altro mettendo invece direttamente attorno a un tavolo quelli che devono dare il proprio parere per esprimerlo direttamente alla presenza di tutte le parti.
In questa occasione la conferenza è convocata dall’area della Regione Lazio competente ad esprimere appunto la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) relativa al progetto presentato nel 2015 dalla soc.Green Future.

Questo secondo appuntamento è quello in cui vengono esaminati i documenti aggiuntivi che la ditta che ha proposto il progetto ha dovuto fornire in seguito a quanto emerso nella prima Conferenza, quella tenutasi il 17.3.2016, cioè un anno e mezzo fa.
In quell´occasione infatti sorsero su alcuni punti perplessità che spinsero la Regione ad invitare la ditta a portare ulteriore documentazione o, se necessario, varianti al progetto stesso, per renderlo pienamente rispondente ai requisiti di legge.

Attingendo al materiale documentale disponibile sul sito della Regione Lazio siamo in grado di anticipare i documenti relativi ad uno degli aspetti contestati, cioè l´eventuale impatto negativo sulla vicina area naturale tutelata a livello europeo (il cosiddetto SIC, sito di interesse comunitario).
La Green Future ha inviato a fine 2016 la relazione di un perito (una cosiddetta “Valutazione d’incidenza”) che certifica la non criticità del progetto nei confronti della vicina area naturale classificata come SIC (Sito di Interesse Comunitario).
L’ufficio regionale competente (Direzione Valutazioni Ambientali e Bonifiche) risponde a giugno 2017 che la relazione è valida.

Allo stato non sono pubblicamente disponibili altri documenti, non è quindi dato sapere se e come si sia risposto alle altre osservazioni sollevate a suo tempo, in particolare quella che segnalava il passaggio di un elettrodotto proprio al centro dell’area in cui deve sorgere l’impianto. (nei link a fondo pagina riportiamo alcune di esse)

Il sindaco di Anzio diffonde alle 16.30 un testo in cui sostiene che "l’assenza di valutazioni globali legate all’esposizione combinata di più fattori di rischio, non possono che far esprimere parere contrario alla realizzazione dell’impianto proposto dalla Green Future, preannunciando che l’Amministrazione Comunale si riserva qualsiasi atto giudiziario per impedirne la realizzazione".

Approfondimento:

Il progetto Green Future consiste nella realizzazione di un impianto industriale per svolgere due distinte lavorazioni sui rifiuti urbani generati dalla raccolta differenziata:

a)TRATTAMENTO DEL SECCO cioè ricevere i rifiuti dei mastelli grigi (quelli del cosiddetto indifferenziato o “non riciclabile”) per passarli in macchine vagliatrici che ne riescano a separare eventuali componenti di plastica, vetro e carta da vendere ai centri di riciclaggio; quello che non si riesce a separare prosegue invece il suo viaggio verso le discariche. La mole di questa attività ammonta a 55.000 tonnellate in ingresso all’anno.

b)TRATTAMENTO DEL’UMIDO cioè ricevere i rifiuti dei mastelli marrone dalla cui decomposizione si sprigiona naturalmente gas metano; il materiale organico viene immesso in un deposito a tenuta stagna (anaerobico=senza aria) che consente di catturare il gas in modo da immetterlo nella rete di distribuzione del metano o venderlo ai fornitori di carburante. Il trattamento consente di accelerare il processo di disgregazione riducendo a poche settimane quello che richiederebbe mesi nelle compostiere a cielo aperto (aerobiche) per smaltire analoga quantità di rifiuti domestici. Ma soprattutto consente di sfruttare il gas prodotto invece di lasciarlo pericolosamente disperdere nell’atmosfera. La mole di questa attività si basa su 35.000 tonnellate l’anno.

Maggiori dettagli sono nella documentazione scaricabile dai link in fondo a questa pagina.
Disponibile anche il verbale sottoscritto dai partecipanti.
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